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PaviaMarciapiede trappolain via TaramelliIn via Taramelli è stato rifatto il manto stradale dopo anni, se non decenni, d'incuria e abbandono. Arteria percorsa quotidianamente durante l'anno accademico da migliaia di studenti e docenti che raggiungono i vari dipartimenti prospicenti la via o proseguono per altri istituti universitari in via Bassi e al polo Cravino, Via Taramelli sembrava una strada dimenticata dall'amministrazione pubblica. E sembra esserlo ancora, purtroppo, nella migliore tradizione dei rapporti da sempre complicati tra amministrazione comunale e università.Lo è ancora poiché, pur accogliendo con sollievo la recente e tardiva ri-asfaltatura (probabilmente si deve ringraziare) non si può non notare e non denunciare lo stato di totale incuria in cui versa il marciapiede. Una condizione indegna di un paese civile. Insieme a migliaia di studenti mi accingerò a percorrerlo quasi quotidianamente per cercare di raggiungere le aule universitarie e tenervi lezione con l'inizio del nuovo anno accademico. Nella malaugurata, ma non impropbabile, evenienza che debba prendere una storta e/o spaccarmi qualche osso, so chi dovrò denunciare e lo farò.Giampaolo Minetti. PaviaAppelloUna luce accesasulle guerre in CongoCi sono nomi come Lumumba, Katanga, Mobutu, Leopoldville (oggi Kinshasa) che ai più giovani non dicono nulla. Ci sono eventi come il match di boxe tra Ali e Foreman che rimangono per sempre nella mente.Ci sono personaggi, soprattutto nel mondo del calcio, che a sentire le loro origini fanno davvero venire un velo di tristezza. Tutte queste cose hanno in comune un solo nome: Repubblica democratica del Congo.Sono passati 62 anni e la Repubblica democratica del Congo, pur facendo le dovute proporzioni perché qualche cosa è cambiata, vive oggi come se la parola indipendenza fosse un vocabolo senza contenuti.Noi italiani di origine congolese ricordiamo la data del 30 giugno, in una situazione di guerra che continua a fare vittime dirette e indirette. Stretti nella morsa tra Covid, Russia, Ucraina, cara bolletta e la crisi energetica, come mi ha detto qualcuno "le vittime non sono tutte uguali e noi abbiamo il nostro quotidiano che a fatica ci soddisfa con un domani che fa paura. Non ti stupire se non ci occupiamo degli altri, così lontani". Questa frase mi ha lasciato senza parola. Poi ci ho riflettuto. Sto ancora, con grande sofferenza, cercando di capire .Nell'Est del Congo da decenni guerra e invasioni da parte degli stati confinanti incendiano una delle bellissime zone del continente africano. Parliamo anche del parco di Virunga, una vasta riserva naturale che si trova a pochi chilometri da Uganda e Ruanda, dove sono attive diverse milizie - una recrudescenza del movimento M23 - che combattono per il controllo sulle terre e sulle risorse naturali. La Repubblica democratica del Congo, così ricca in risorse naturali ma così povera. Depredato dai confinanti e dalle multinazionali (con la complicità di alcuni dirigenti congolesi), il Paese è oggi in cerca di una modernità che stenta ad arrivare. Scrivo per chiedere con forza all'Italia di accendere una luce sulla Repubblica democratica del Congo; figli dell'Italia hanno perso la vita - nel 2021 - in quei territori e a tutt'oggi diversi sono i dettagli da chiarire sulla morte dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo, autista del Programma alimentare mondiale (Pam, l'agenzia dell'ONU che si occupa di assistenza alimentare). Scrivo queste poche righe per accendere una luce su un Paese che merita di essere seguito e per continuare a far rivivere la memoria di tutti coloro che hanno perso la vita nella ricerca di pace e stabilità per la Repubblica democratica del Congo.Paul Bakolo NgoiUrbanisticaLe scelte sbagliatedel Pgt di S. MarttinoMi dispiace tornare a scrivere sul Pgt ma ancora una volta il sindaco Zocca, nelle sue dichiarazioni pubblicate sabato 16 luglio, si limita a valutarelo solo in riferimento ai 110mila metri quadrati recuperati.L'analisi del nuovo Pgt di San Martino deve essere fatta invece soprattutto sull'impatto delle scelte dell'amministrazione Zocca: i nuovi inutili insediamenti - già approvati o in fase di approvazione - porteranno maggior traffico, smog e peggioreranno la qualità della vita. L'amministrazione non ha preso decisioni in difesa del nostro territorio, e non sta riducendo la quantità di cemento: chi avesse partecipato all'evento organizzato in sala consiliare qualche mese fa sul tema dell'ambiente ha avuto chiara evidenza che le battaglie fatte a Borgarello, S. Cristina e in altri centri per rifiutare nuovi insediamenti, sul nostro territorio non sono state affrontate dall'amministrazione, che ha preferito un dialogo con gli operatori nell'ottica del minor impatto (quale?) e di nuovi posti di lavoro (ne siamo sicuri?). Forse ci sara' una nuova piscina (speriamo che non segua l'esempio della pista ciclabile San Martino-Pavia) ma credo sia mancata vera capacità di pensare alla San Martino del futuro svincolandosi dai soldi degli oneri di urbanizzazione. Riducendo invece il consumo di suolo, come altri sindaci hanno dimostrato di saper fare. Andrea ViolaSan Martino Siccomario