Cannavacciuolo e Locatelli ospiti di chef Ricciardella

m. grazia piccalugaLa telefonata di Antonino Cannavacciuolo arriva intorno alle 20. «Abbiamo finito di registrare, tra mezzora sono lì» annuncia lo chef stellato. A Cascina Vittoria, immersa nei campi di Rognano, però il lunedì è giorno di chiusura. «Ero a Milano con amici. Mi ha avvisato mio fratello Marco - racconta lo chef Giovanni Ricciardella - Mi sono precipitato a casa e nel frattempo ho allertato i ragazzi della mia brigata che per fortuna abitano nei dintorni». Quando intorno alle 21 l'auto guidata dall'autista di Cannavacciuolo entra nel cortile del ristorante, a scendere sono in due: c'è anche Giorgio Locatelli. «E' stata una grande sorpresa - ammette Ricciardella - ma non ci siamo fatti prendere dall'emozione. Tavolo imperiale in sala, con l'aria condizionata, e via con le portate. Mi hanno dato carta bianca ma io so che amano la semplicità e le materie prime di qualità». I giudici a tavolaChef Ricciardella ha pescato tra le verdure del suo orto. E tra i suoi piatti iconici: dopo l'aperitivo con una degustazione di vini condotta da Marco, il fratello enologo dello chef, è arrivata in tavola la sua parmigiana di melanzane. «Poi ho presentato un carpaccio di zucchine con ragù di legumi, mela verde e nocciole, i plin rivisitati alla milanese e un assaggio di risotto. E siccome abbiamo il barbecue hanno chiesto una bistecca alla brace con le verdure dell'orto». Niente dolce a fine cena. «Cannavacciuolo ha voluto assaggiare il mio panettone, Locatelli invece era sazio così si è portato via un Bauletto per la colazione dell'indomani in albergo, dopo avermi dispensato alcuni preziosi consigli ». Che prima o poi sarebbe venuto a trovarlo nel suo ristorante nel pavese Cannavacciuolo gliel'aveva promesso da tempo. «Lui è il mio mentore, un punto di riferimento - spiega Ricciardella - Per molto tempo avevo cercato di fare una stagione nel suo ristorante. Mandavo le richieste e mi rispondevano di essere sempre al completo con la brigata. Poi un giorno l'ho incontrato all'inaugurazione del Ricci di Milano, il locale di Joe Bastianich e Belen. Abbiamo parlato a lungo. "Chef non so cosa darei per lavorare da lei" gli ho detto. "Mo ce pens'io" mi ha risposto. Mi ha chiesto il numero di telefono e il giorno dopo ero in viaggio verso Villa Crespi, sul lago d'Orta». A fine stagione tra i convenevoli Ricciardella azzarda: «Chef se mai mi dovessi sposare vorrei che cucinasse lei per noi». Antonino gli molla una pacca sulla spalla: «Vabbuò Giuà, sta senza pensieri». Tre anni più tardi Ricciardella convola davvero a nozze e cosa fa? Chiama il suo maestro. «E' in quell'occasione che mi ha promesso che sarebbe venuto a trovarmi - ricorda oggi lo chef pavese - L'altra sera gli ho dato la fotografia che avevamo fatto insieme a lui e a mia moglie. L'avevo stampata e tenuta nel caso avesse mantenuto la promessa. E così è stato. Mi è parso che si sia persino emozionato perché Cannavacciuolo è davvero una persona generosa, di buon cuore». --