San Matteo, ricoveri cresciuti del 60%

Silvio Puccio / paviaRicoverati in area Covid e nei reparti ordinari che crescono del 60 per cento rispetto a fine giugno, superando i livelli dell'ondata di primavera e tornano a occupare i letti di Malattie infettive del San Matteo. Da inizio pandemia, l'ospedale non ha ancora conosciuto un mese a ricoveri zero per il Covid, che ora tornano a crescere. «Succede quando aumenta la circolazione del virus tra la popolazione: raggiunge anche i pazienti più suscettibili come immunocompromessi e fragili». Raffaele Bruno è il primario di Malattie infettive del San Matteo. «Ancora non sappiamo quando arriverà il picco: l'ondata attuale si riverbera sull'afflusso dei pazienti». La pressione al momento appare gestibile, ma arriva in un momento delicato della vita ospedaliera, caratterizzato dal diritto a godere delle ferie e dalla positività dei sanitari stessi, che secondo i sindacati oscilla tra il 15 e il 20 per cento, mentre a leggere i dati del policlinico non si supera il 4 per cento del personale medico. Nei repartiDa 16 ricoverati in area Covid e nei reparti ordinari a giugno si sale fino ai 40 registrati nel fine settimana: questo l'effetto più evidente dell'ondata di Omicron, che ha fatto impennare l'occupazione dei posti letto ordinari. Rimangono contenuti i numeri delle terapie intensive: tre i posti occupati al momento. «È l'effetto dei vaccini - prosegue Bruno - che evitano le forme più gravi di malattia. Ma l'aumento dei ricoveri è evidente, con pazienti che anche in questa fase presentano i sintomi della polmonite bilaterale correlata al Covid e in certi casi hanno bisogno del trattamento con l'ossigeno. Il flusso di ospedalizzazioni rimane ordinato, ma speriamo che non crescano i positivi incidentali». Con questo termine si intende un paziente che ha bisogno di cure ospedaliere per motivi diversi dal Covid, ma che durante gli esami in ingresso viene scoperto positivo al virus. Si tratta di una parte rilevante degli ospedalizzati attuali, stando ai dati sull'occupazione dei posti letto del policlinico di Pavia. «La popolazione che finisce in ospedale è cambiata dopo la campagna vaccinale - aggiunge il primario di Malattie infettive - da un lato ci sono i sintomatici, dall'altro i positivi in cura per altre patologie, e isolati nei reparti inerenti alle malattie che hanno reso necessario il loro ricovero ospedaliero». La crescita negli ospedali Asst è più timida, poiché buona parte dei ricoverati sintomatici viene assorbita dal policlinico pavese. Sono sedici i pazienti che occupano i posti letto di Voghera e Vigevano, diciassette i positivi in remissione nel reparto per subacuti di Casorate Primo: dato cresciuto di poco nelle ultime settimane. In RegioneIl trend della Lombardia rimane in aumento: l'occupazione dei reparti ordinari era al 7 per cento alla fine di giugno. Raddoppia negli ultimi giorni, avvicinandosi al 15 per cento dei posti letto Covid occupati. Più contenuta - ma presente - la crescita dei pazienti che necessitano delle cure in terapia intensiva: a metà giugno il dato era all'uno per cento, ora supera i 2,3 punti. Crescita molto diversa rispetto alle ondate precedenti, quando i ricoverati nei reparti d'urgenza superavano il 16 per cento. Ma è indicativa di come l'elevata circolazione del virus si rifletta anche sugli ospedali. --