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Maria Fiore / stradellaVantaggi fiscali offerti, ma anche chiesti. Le posizioni di decine di clienti, aziende soprattutto, sono ora al vaglio degli inquirenti nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto del commercialista di Stradella Fausto Barbarini, 68 anni, per accuse che vanno dall'associazione per delinquere al falso in bilancio, emissione di fatture false e indebite compensazioni fiscali. L'elenco degli indagati potrebbe dunque allungarsi. Barbarini, che si trova in carcere a Pavia e lunedì mattina sarà interrogato (è difeso dall'avvocato Filippo Realdo Frattoni), è coinvolto nell'indagine insieme a tre imprenditori, secondo la finanza titolari di società fantasma, che sarebbero state utilizzate per una serie di operazioni inesistenti al fine di evadere le imposte, ad esempio acquisti di beni e servizi per ottenere crediti Iva. Ed è proprio questo scopo - il risparmio di Iva e altre imposte - che avrebbe spinto alcuni clienti a rivolgersi al professionista, in grado, secondo l'accusa, di mettere a disposizione un sistema rodato, fatto appunto di società esistenti solo sulla carta e in alcuni casi addirittura fallite per emettere false fatture e per ottenere vantaggi fiscali. Il commercialista Barbarini sarebbe stato la «mente» di questo sistema, secondo la definizione del giudice Pasquale Villani che ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare.le società "cartiere"Tra le imprese che avrebbero approfittato di questo sistema c'è, secondo l'inchiesta del magistrato Valeria Biscottini, la Calogero Srl, una società di costruzioni amministrata in maniera fittizia, per l'accusa, da Luiz Alberto Ramirez, un 40enne equadoregno (indagato), ma gestita dal commercialista e dall'imprenditore Giuseppe Borsellino, 47enne di Costa de' Nobili (ha l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Da questa società sono partite le indagini, con un accertamento dell'Agenzia delle entrate. Gli amministratori avrebbero simulato l'operatività dell'impresa annotando in contabilità fatture passive per oltre tredici milioni di euro. Fatture emesse da altre società fantasma, riconducibili a Orlando Renna, 59 anni, di Arena Po, e Orazio Genovese, 58 anni, di Voghera (anche loro indagati). Tra le società "cartiere", cioè esistenti solo sulla carta, compaiono la Go Service Srls, Euroservizi Srls, Advdesign Srl, New Security Lodi Srl, Vima Security Srl, Magnum e Pangea Milano Srls. i clienti e le fatture falseI clienti che avrebbero beneficiato delle compensazioni Iva, attraverso le fatture false, sono titolari di aziende con sedi in Lombardia, ma anche Piemonte e Campania. I clienti saldavano le fatture false con bonifici bancari e le somme di denaro venivano restituite in contanti, al netto di un compenso che andava dal cinque al nove per cento dell'imponibile. I finanzieri hanno trovato modelli di fatture dove la causale era sempre la stessa: "Manodopera, noleggio attrezzatura, noleggio autocarri".Le intercettazioniNell'ordinanza del gip sono trascritte le intercettazioni che confermerebbero questo meccanismo. Come quella del 14 luglio 2020, nello studio del commercialista. Che, rivolgendosi alla segretaria, chiedeva di predisporre «tre fatture per 60mila euro», facendo risultare come emittente una società amministrata da Orlando Renna. «Usa tre ditte, ma escludi Omnia - dice il professionista -. Metti... vendita porte blindate, all'estero». --