Arrestato commercialista di Stradella Fatture e bilanci falsi, giro da 7 milioni

Maria FioreAdriano AgattiAssociazione per delinquere, emissione di fatture false, indebite compensazioni fiscali e falso in bilancio. Sono le accuse rivolte al commercialista Fausto Barbarini, 68 anni, residente a Stradella. Il professionista è stato arrestato ieri mattina dagli uomini della Guardia di finanza di Voghera, su richiesta del magistrato Valeria Biscottini, mentre tre imprenditori, che condividono le stesse accuse, hanno l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria.Barbarini oltre che per la sua attività di commercialista è conosciuto anche per essere il gestore della sala da ballo "Sandalo cinese" che, comunque, non ha niente a che vedere con l'inchiesta. Altre otto persone sono indagate nell'operazione, che ha anche portato al sequestro di beni per un valore di circa sette milioni di euro.Il ruolo dei coinvolti L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Pasquale Villani è stata notificata anche a tre imprenditori, che devono rispondere a vario titolo delle stesse accuse contestate al commercialista, portato in carcere a Torre del Gallo, in attesa di essere interrogato. «Si tratta di fatti di portata molto limitata, che saranno chiariti», si limita a dire il suo avvocato difensore, Filippo Realdo Frattoni.Saranno sentiti dal giudice anche i tre imprenditori, titolari di società che sarebbero servite per emettere fatture per operazioni inesistenti: Giuseppe Borsellino, 47 anni, di Costa de' Nobili, Orlando Renna, 59 anni, di Arena Po, e Orazio Genovese, 58 anni, di Voghera. L'indagine della Guardia di finanza è iniziata alcuni mesi fa. Gli investigatori sono partiti dalla Calogero Srl, una società di costruzioni fittiziamente amministrata, per l'accusa, da un sudamericano, Luiz Alberto Ramirez, un 40enne equadoregno (indagato), ma gestita dal commercialista di Stradella e dall'imprenditore Borsellino. I titolari, secondo l'accusa, avrebbero simulato l'operatività dell'impresa annotando in contabilità fatture passive per oltre tredici milioni di euro. Fatture emesse da società «fantasma» perché cessate o fallite diversi anni prima delle date di emissione delle fatture. I finanzieri hanno anche scoperto che il falso credito Iva sarebbe stato certificato da Fausto Barbarini e da un altro professionista. Il credito veniva utilizzato in compensazioni oppure venduto a terzi attraverso i cosiddetti «contratti di accollo» determinando un'evasione fiscale da mancato pagamento di imposte per circa un milione e mezzo di euro.i clienti L'inchiesta ha portato alla luce anche presunte anomalìe fiscali riguardanti diversi clienti di Barbarini. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di svelare uno schema evasivo costituito da un gruppo di società fittizie che avevano come unica finalità imprenditoriale l'emissione di fatture false, per una cifra di nove milioni di euro. Le fatture false venivano emesse a imprese con sedi in Lombardia, Piemonte e Campania. I clienti saldavano le fatture false con bonifici bancari e le somme di denaro venivano restituite ovviamente in contanti, al netto di un compenso che andava dal cinque al nove per cento dell'imponibile. --