Il grande Macario debuttò a Belgioioso da oggi una targa celebrativa lo ricorderà

Una targa per ricordare Macario, il popolare attore piemontese che molti critici considerano il precursore del cinema comico italiano. La targa verrà posta sul palazzo al numero 18 di via Cavallotti, a Belgioioso, dove un tempo si trovava il teatro gestito dalla Cooperativa socialista. È qui infatti che esordì Erminio Macario, ex operaio Fiat, appassionato di recitazione fin da bambino, quando iniziò ad esibirsi nella filodrammatica della scuola. Oggi, alla cerimonia che prenderà il via alle 18, sarà presente anche il figlio secondogenito Mauro che arriverà da Sarzana, cittadina in cui attualmente risiede. «Racconterà l'esordio sulle scene di questo celebre attore del secolo scorso» anticipa Francesco Baroni, organizzatore dell'evento al quale saranno presenti anche il sindaco Fabio Zucca e l'assessore alla Cultura Paola Cristiani. «Circa cento anni fa al primo piano dell'edificio di via Cavallotti c'era un salone adibito a teatro in cui due volte alla settimana si esibivano compagnie "minime" che rappresentavano scenette comiche o drammoni strappalacrime - racconta Baroni -. Una di queste era la compagnia "Cavalier Camillo Salvetti" che, in quel periodo, cercava un attore giovane da scritturare con una paga minima di quattro lire ma con l'obbligo di comprarsi i costumi e una spada. Erminio, che allora lavorava in Fiat a Torino come tornitore, venne casualmente a conoscenza di questa ricerca di personale sfogliando una rivista teatrale denominata "Il piccolo Faust". Rispose subito all'inserzione e dopo pochi giorni si ritrovò su un treno diretto a Belgioioso».Debuttò, come primo attore, con "I martiri del lavoro" di Felice Cavallotti. Nei giorni successivi mise in scena "La sepolta viva" di Saverio Bartoli. «Il figlio Mauro, in uno dei suoi libri raccontò che di notte, visto che bisognava pagare il bollo di affissione dei manifesti del teatro e mancavano i soldi, insieme ad altri attori andava a staccarli dai manifesti mortuari per attaccarli a quelli teatrali. La cittadina del basso pavese rappresentò per il giovane Erminio Macario il paese di "Guittalemme" onirico, fantastico e cialtronesco paese in cui i "guitti" si esibivano, a volte per tutta la vita, conoscendo le gioie e i dolori della vita dell'attore». «Sono orgoglioso di ospitare questo evento - sottolinea il sindaco Fabio Zucca -. Con il castello, la chiesa di San Giacomo e gli affreschi attribuiti alla scuola del Foppa e ora il teatro in cui esordì Macario, la nostra cittadina si rivela sempre più lo scrigno culturale del Basso pavese». L'evento proseguirà in castello, nella sala della Manica incompiuta, dove alle 19, verranno proiettati filmati tratti da scenette recitate da Erminio Macario e commentati dal figlio dell'attore. A seguire verranno letti brani tratti dai due libri scritti da Mauro Macario: "Macario un comico caduto dalla Luna", Baldini e Castoldi Editori, e "Macario, mio padre", Campotto editore. --Stefania Prato