Spari, l'ex fidanzata ritratta la testimonianza

cilavegnaDue testimonianze scagionano Antonio Murgia, 55 anni di Cilavegna, a processo per tentato omicidio, ma è rinviato a giudizio anche per le accuse di detenzione illegale di armi clandestine, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. L'accusa più pesante è quella di tentato omicidio, per aver sparato nell'agosto 2021 verso la ex compagna ed un conoscente di lavoro in un casolare di Cilavegna. Ieri in aula ha testimoniato la donna che ha ritrattato la testimonianza rispetto a quanto spiegato in fase di indagine, dicendo che i colpi non era esplosi contro di lei o altre persone. Ma in aria. Un altro testimone, presente quella sera ed amico di Murgia, ha detto di non aver nemmeno visto una pistola durante la serata nel casolare. Una sentenza ci sarà il prossimo 6 luglio quando è prevista l'ultima udienza di fronte al collegio giudicante presieduto da Elena Stoppini. Murgia è difeso dall'avvocata Valentina Zecchini Vaghi. Murgia era stato arrestato nell'agosto 2021 nel suo casolare dopo le segnalazioni di alcuni vicini di casa, che avevano sentito degli spari. Alcuni vicini si erano presentati dai carabinieri di Gravellona Lomellina e avevano raccontato che la sera prima avevano sentito colpi di pistola provenire da un casolare di campagna. I militari avevano così fatto un controllo nell'abitazione dell'uomo, che era stata perquisita. Dentro un tubo di cemento i carabinieri avevano trovato una Colt 1911 calibro 45 con la matricola abrasa, 21 colpi dello stesso calibro di cui sei ancora dentro al caricatore, undici colpi calibro 38 special e diversi bossoli esplosi calibro 45. Un piccolo arsenale. --S.Bar.