Dominio azzurro

Due inni italiani in tre minuti, bandiere americane messe dietro, se non fosse già successo diremmo che è un sogno o forse un'allucinazione invece l'Italia è diventata una superpotenza. Dopo il delirio olimpico, altra estasi ed è persino più strano vivere il seguito di tanto splendore. Adesso somiglia a un dominio e ai Mondiali di nuoto gli azzurri diventano superpotenza. «Strambo», dicono loro, i ragazzi che escono dall'acqua con ori e record del mondo, ma non è solo strano, è sorprendente, persino destabilizzante per chi li guarda sugli spalti o in tv e tifa e si fa trascinare dall'entusiasmo. Solo che loro non la vedono così, non la vivono così. Hanno preparato le esultanze, rischiano, osano, contano. «Strambo» è il loro modo di fare spallucce davanti a quella che una volta sarebbe stata sorpresa o incredulità e adesso è altro. Soddisfazione, consapevolezza, piacere. In due giorni tre successi e un primato e il più vecchio a firmare l'impresa ha 22 anni, Tete Martinenghi, re dei 100 rana. A seguire Thomas Ceccon, ventunenne, l'uomo più veloce sul pianeta nei 100 dorso e Benedetta Pilato diciassettenne, una teenager. Sono cresciuti da campioni, con una mentalità che oggi li porta a guardare gli altri sempre alla pari. Senza comparare i numeri dei praticanti, degli impianti e delle possibilità. Vincere gli viene naturale. E non è solo talento, è l'evoluzione della specie dei fenomeni italiani. --