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PaviaIl Borgo minacciatoda nuovo cementoVia Magenta e via Ca' Bella stanno subendo e subiranno a breve gravissimi stravolgimenti. È in corso da mesi la costruzione in via Magenta di un mastodonte di cemento, dove prima era un campo vergine verdissimo. E a settembre inizierà la deturpazione del piccolo paradiso di via Ca' Bella 25, a ridosso di un Bosco, ora frequentato da specie selvatiche. L'approvazione per l'edificazione in via Ca' Bella non è per una demolizione/ricostruzione, con il permesso di fare un piano in più, come affermato dal comune di Pavia, ma per la costruzione ex novo di un palazzo a quattro piani in centro storico.Ricordiamo infatti che una parte del Borgo Ticino è centro storico e che comprende sia via Magenta che via Ca' Bella. Non si tratta certamente di aree dismesse da recuperare, come qualcuno vuole far passare, ma di suolo vergine o agricolo. Stessa sorte subiranno aree verdi in zona Acquanegra, dove sono previste costruzioni di palazzine di 4/5 piani, così come nella zona dell'ex area sportiva degli Aquilotti: un progetto edilizio in fase avanzata di costruzione e dove sono previsti ulteriori progetti.Nell'annuncio immobiliare relativo alla palazzina di futura costruzione in via Ca' Bella, si legge: "All'interno di un bellissimo parco naturale...". Quindi non si tratta di un'area dismessa!Chi comprende solo il linguaggio del soldo, capirà che anche le abitazioni subiranno una svalutazione: l'inquinamento declasserà le aree interessate. Ci sarà un aumento non quantificabile del traffico veicolare. Veicoli per il ritiro rifiuti, corrieri, in stradine strette dove già il traffico è al collasso, etc. Tutti i servizi su ruota passeranno di qui. E questo non si risolve con il potenziamento dei mezzi pubblici o con edifici a basso consumo!I parcheggi diventeranno un nodo impossibile da sciogliere. Le palazzine vengono dotate di box e posti auto? Ma tutti sappiamo che mediamente ogni famiglia ha ben più di un veicolo! E l'ulteriore cementificazione per nuovi parcheggi non fa che togliere spazio verde. E' un processo che, una volta innescato, non può che precipitare. Oggi alcuni stabili, domani si renderà urgente un parcheggio, poi una strada in più...La presenza prolungata dei cantieri porterà un traffico pesante, impensabile in aree di pace e tranquillità, e sappiamo tutti che tutta l'area interessata subirà una devastazione.Per non parlare dell'incompatibilità urbana. In un contesto di piccole abitazioni storiche o di costruzioni basse ben armonizzate con la natura, questi giganti di parecchi piani vanno a devastare il contesto architettonico. Si vedono da qualsiasi punto, ormai, spiccano come altissimi mostri fuori contesto. Un contesto naturale che andrà via via sparendo per far spazio agli interessi di pochi, pochissimi, che non guardano in faccia nessuno per poter guardare solo al proprio.Comitato di Via Ca' Bellae via Magenta. PaviaPoliticaClasse dirigentee popolo motivatoL'accrescersi della crisi globale fa rimpiangere a molti quegli uomini di governo che in tempi ormai passati si distinsero per la loro lungimiranza e le loro capacità di indirizzo. In particolare nel "mondo occidentale" si manifesta sull'inadeguatezza dell'attuale classe politica, invocando protagonisti di maggior spessore. Per contro, non ho sentito nessuno rimpiangere popoli che hanno conseguito obbiettivi importanti sovvertendo situazioni estremamente difficili. Cionondimeno sono convinto che la legittima aspirazione a una società migliore per potersi realizzare necessita di entrambe le condizioni. Se un politico di alto livello si trova di fronte a una platea di soggetti sostanzialmente motivati solo a ottenere vantaggi, ovvero se gli stessi soggetti non sono temprati al sacrificio e pronti a rinunciare all'uovo di oggi per avere la gallina un domani, ben difficilmente al medesimo politico basteranno le sue pur rilevanti doti per risollevare le sorti di una comunità in declino.Forse un esempio spiega la questione più di tanti ragionamenti. Arturo Toscanini, che per una breve stagione diresse l'orchestra di Voghera, proprio lì ebbe a che fare con uno scadente contrabbassista, un avvocato che suonava solo per arrotondare i suoi magri guadagni professionali. L'allora giovane e non ancora affermato maestro uscì dall'imbarazzante situazione suggerendo, in dialetto parmense, allo stesso orchestrale: "Vucat, c'al brusa qul coson lè!" ("Avvocato, bruci quell'arnese!"). Ecco, io ho seri dubbi che, se Toscanini avesse avuto a che fare con tanti orchestrali simili al contrabbassista di Voghera, oggi noi potremmo riconoscere in lui uno dei più grandi direttori d'orchestra di ogni epoca.Franco CastagnolaRobecco Pavese