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Santa MariaFino a 100mila quintali di uva potrebbero essere stati danneggiati dalla recente grandinata, ovvero il 10% di tutta la produzione oltrepadana. Sono queste le prime stime dei tecnici e dei periti - anche se per avere numeri ufficiali bisognerà attendere la raccolta delle schede delle aziende - sui danni causati dalla grandine che è caduta sui vigneti dell'Oltrepo Pavese orientale, sabato scorso, interessando un'area molto vasta di circa 6mila ettari. Dati che rendono ancora più pesante, rispetto ai primi giorni, il bilancio dell'ondata di maltempo, che, oltre alla grandine, ha prodotto anche raffiche di vento oltre i 97 km/h che hanno danneggiato i vigneti in collina e le colture dei cereali in pianura, ma anche orti e alberi da frutto. La mappaI danni sono stati a macchia di leopardo e hanno riguardato tredici Comuni (Broni, Canneto Pavese, Cigognola, Castana, Pietra de' Giorgi, Mornico Losana, Montalto Pavese, Montescano, Montù Beccaria, Rovescala, Santa Maria della Versa, Montecalvo Versiggia, Lirio), ma ci sono zone, come nell'alta Valle Versa (le più colpite sono le frazioni Ruinello, Donelasco e Casale Denari nel Comune di Santa Maria della Versa), dove hanno toccato il 100% della produzione, con il rischio che venga compromessa non solo la prossima vendemmia, ma anche quella del 2023, visto che i chicchi, piuttosto grandi, oltre a staccare le foglie, hanno in alcuni casi spezzato proprio i tralci della vite, mettendo a rischio il ciclo vitale della pianta. «Il momento è particolarmente delicato poiché le viti si trovano nel pieno della fioritura - conferma il presidente di Cia Pavia, Carlo Emilio Zucchella -. L'entità dei danni potrebbe determinare la perdita totale del raccolto grazie al mix letale di grandine e vento forte». Incrociando i dati dei rilievi fatti dai tecnici sul campo con quelle delle stazioni meteorologiche, quindi, si è arrivati a stimare, ancora in via prudenziale, un danno su 80-100.000 quintali di uva, che significa circa il 10% della produzione complessiva del territorio dell'Oltrepo, che si attesta in media su 1,2 milioni di quintali di uva. A peggiorare la situazione hanno contribuito anche le fortissime raffiche di vento, che hanno toccato punte di 97,2 km/h: in particolare sulle colture di cereali, come il mais, hanno provocato il fenomeno dell'allettamento, ovvero il ripiegamento fino a terra delle piante che, nei cereali, può essere seguito da una ricrescita dello stelo che assume una curvatura caratteristica: ciò può portare a problemi di tipo fitosanitario, ma anche rendere difficoltosa la raccolta del prodotto. Intanto, la Regione sta provvedendo all'invio alle aziende agricole e ai Comuni delle schede danni da compilare e riconsegnare agli uffici in modo da avere un quadro ancora più preciso del problema: «Proprio in questi giorni mi sono interessato per inviare all'ufficio territoriale regionale e ai sindaci interessati le schede danni che devono essere compilate dalle aziende - sottolinea il consigliere regionale pavese Ruggero Invernizzi, presidente della commissione Agricoltura -. Come ha annunciato l'assessore Rolfi, con questi dati provvederemo ad inoltrare la richiesta, anche per l'Oltrepo Pavese, di stato di calamità per il maltempo e deroga alla legge 102». L'assessore Rolfi ha anche invitato le aziende a sfruttare di più le coperture assicurative, visto che spesso i risarcimenti dello Stato tardano ad arrivare o sono in misura minore rispetto ai danni subiti. --Oliviero Maggi