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Pavia e dintorniCittadini di serie Bnei servizi scolasticiCara Provincia Pavese,vi scrivo per sollevare il velo sul trattamento riservato alle famiglie che portano i loro bambini presso le scuole di Pavia, senza essere residenti.Si sa che a livello politico ciò che è più importante è il proprio elettorato; tuttavia per far funzionare bene una città bisognerebbe considerare tutti i suoi utenti, anche se vanno a dormire qualche chilometro al di là del confine.Pavia è una città che vive, lavora e respira giornalmente con i suoi pendolari: i Comuni che punteggiano i suoi confini sono quasi tutti al di sotto dei 5.000 abitanti e vivono e fanno funzionare tanti dei servizi della città stessa.Ma se:- la mensa giornaliera per un residente si basa sul livello reddituale, mentre per coloro che non sono residenti si riserva solo la tariffa più salata di 6 EUR.- E ugualmente funziona per i servizi di pre e post scuola, che per inciso probabilmente fanno funzionare quasi unicamente coloro che non sono residenti. Se si ha il «lusso» di avere due figli in età scolare, ci si vede recapitare una spesa di ingresso che viene pretesa tutta in un'unica rata di 1.500 euro circa: da versare prima che il servizio sia anche solo garantito.Adesso la ciliegina sulla torta: i centri estivi scolastici riservati ai soli residenti nel comune di Pavia.Vorrei far notare a chi legge che non si tratta né di scuole private, né di scuole comunali. Quelle di cui parlo sono scuole statali: e come tali non dovrebbero avere studenti di serie A - poiché residenti in comune di Pavia - e studenti di serie B - residenti altrove.Rivolgendomi agli amministratori di questa città, non posso fare altro che ricordargli che Pavia è capoluogo di provincia, e come tale dovrebbe comportarsi da punto di riferimento e non può essere refrattaria a coloro che gli rendono così tanto servizio.So di cosa parlo, poiché oltre che madre di due bambini che frequentano le vostre scuole, sono amministratore locale di un Comune: so quali sono gli obblighi verso il proprio elettorato ma anche che gli utenti che vivono sostanzialmente gli stessi luoghi, permettono alla città stessa di prosperare.E adesso mi rivolgo ai dirigenti scolastici: non è sempre detto che ciò che organizza il Comune sia l'unica risposta ai bisogni dei vostri ragazzi.In questa Italia alla disperata ricerca di tassi di natalità migliori, con l'importanza strategica che hanno questi servizi nell'influenzare questi fattori, mi sento di dire che: si può certamente fare di più!Ivana Maria Cartanìarchitetto, lavoratrice a Pavia mamma di due bambini di 4 e 6 anni,sindaco di Sant'Alessio con VialonePaviaVia Olevano,ma che succede?Negli ultimi giorni mi è capitato spesso di recarmi in via Olevano e francamente sono rimasta un po' perplessa sui lavori fatti per la nuova viabilità a servizio del futuro (se mai sarà finito) ponte. Provenendo da via Folperti la prima volta ho imboccato la nuova pista ciclabile ma è stato un terribile sbaglio. Che utilità potrebbe mai avere una pista ciclabile di 30 metri che termina nei tavolini di un bar? Oltretutto c'è spesso un cane lupo senza guinzaglio che vaga lì e spesso si distende proprio nel mezzo a prendere il sole. Alla mia richiesta al proprietario dell'animale di tenerlo legato o almeno vicino a sè, la risposta è stata: "Il mio cane deve esser libero di far quel che vuole". Opere senza senso e menefreghismo per il prossimo, Pavia è questa?Iris GuastaldiPaviaStradellaRsa, posto giustoper recuperareScrivo per condividere la felice esperienza che ho avuto presso la Rsa di Stradella, in cui mi trovo tuttora ricoverato. Al mio arrivo il mio stato di salute non era per niente buono e non è stato semplice recuperare le mie abilità. In più la situazione pandemica non ha di certo migliorato le cose; soffrivo molto la lontananza dalla famiglia. Però qui in Rsa ho trovato il sostegno e l'umanità di cui avevo bisogno. Vorrei perciò ringraziare tutti gli operatori sanitari che operano in questa struttura, in particolare quelli del reparto giallo in cui mi trovo, per la cortesia e professionalità dimostrate. Grazie ai medici, agli infermieri, al personale Asa, ai fisioterapisti ed alle educatrici. E senza dimenticare la direzione.Giuseppe S.DialettoPiccoli campioniin un campo di granoLa me generasiönl'ha giugà ancasì al balönintì sgarön.L'èra sé che i taievanun camp ad grane num subit là, me i cavalät.Cun i scarp da tenissensa calsät : i cavig plàcurevam drè la bala par giugà.Du pal in mës al campsensa la traversas'èram pusè bön che i campion d'incò.Al parco giochi al gh'era noma se un camp regulamentar al gh'era,/ a giugà i grand indevan.Nüm che s'èram no di pita-mola/ cun la vöia da giugàin tal camp ad gran cui sgarön/ curevam drè al balön.Patrizio GandiniPorana