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miradolo termeOrmai la produzione di questo noto legume: l'erbion di Miradolo - una varietà di piselli che cresce nei terreni fertili e salini che circondano il paese - è circoscritto a qualche piccolo coltivatore della zona.Lontani i tempi in cui la varietà tenera e dal sapore dolce finiva sui banchi dei mercati ortofrutticoli di Pavia e di Milano. A non essersi persa è la annuale sagra dedicata al prodotto principe del paese, la La "Festa dei Piselli e del Vino Nuovo" che si tiene a Miradolo Terme da più di mezzo secolo a fine Maggio (per la precisione il week-end antecedente l'ultimo lunedì del mese di Maggio), grazie all'impegno dell'associazione Amici di Miradolo, nata nel 2014 da un gruppo di appassionati miradolesi.puro volontariato«Siamo tutti volontari accomunati dal desiderio di valorizzare il nostro territorio promuovendone la scoperta e la tutela delle tradizione - spiega Marzio Zuffada, Presidente Amici di Miradolo -. Per farlo, vengono messi a disposizione dell'intera comunità tempo, passione e collaborazione. Dopo i due anni di fermo dovuti alla pandemia, dal 28 al 30 maggio al parco comunale, finalmente tornerà la tradizionale festa».Una ricorrenza che non è stata scelta a caso dai produttori miradolesi: la sagra, infatti, si tiene in concomitanza con la raccolta dei piselli, nonché con la celebrazione del vino novello, imbottigliato con la luna di Pasqua e pronto per essere "lanciato" sul mercato. Questi due prodotti tipici del territorio di Miradolo per molto tempo hanno rappresentato la principale fonte di reddito locale. Col passare degli anni la festa ha preso un tipico taglio fieristico, non mancano lunapark, bancarelle, eventi e l'area food dove assaggiare i piatti tipici, come il risotto, il brasato coi piselli, e la trippa del lunedì a pranzo. Del pisello di Miradolo si trovano cenni nel 18° secolo e in documenti risalenti al 1930, oltre che in varie pubblicazioni di storia locale, testimonianza dell'evoluzione del terreno di questo tratto di pianura e collina, in antica epoca coperta dal mare: la presenza marina ha reso particolarmente fertili queste terre.«I nostri legumi rappresentavano un tempo, un cardine per l'economia locale; venivano seminati non solo nei campi in pianura, ma anche in collina, sfruttando gli spazi che separavano i filari di viti -continua Zuffada-. Nel 2020 si è proceduto al deposito della semente alla banca del germoplasma presso l'orto botanico dell'Università di Pavia». Riconosciuto come P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) di Regione Lombardia. la ricettaEcco il risotto di Miradolo Per 6 persone 500 g di riso 700 g di piselli 80 g di burro 40 g di pancetta magra ( a piacere ma dà quel sapore in più) 1 cipolla - prezzemolo60 g di formaggio granaBrodo Sale Pepe Preparazione. Far rosolare a fuoco medio in metà burro la cipolla, il prezzemolo e la pancetta tritati. Appena la cipolla inizia ad imbiondire, unire i piselli e cuocere per 5 minuti. Aggiungere 5 mestoli di brodo, portare a bollore, versare il riso e mescolare. Far cuocere a fiamma vivace per 15 minuti, mescolando e aggiungendo brodo. Togliere dal fuoco al dente. Salare, unire burro, grana e pepe. --el.la.