Nuova caserma di Casorate «Orario lungo e affitto più alto»

Giovanni Scarpa / casorateNuova caserma dei carabinieri, a poche settimane dall'avvio del cantiere (dopo 15 anni) si accende lo scontro politico. Ad innescarla è l'attuale consigliere di opposizione ed ex sindaco Gian Antonio Rho. Due i punti al centro della questione: l'orario di apertura della stazione e il canone di locazione (di questo si discuterà domani sera in consiglio a seguito di una mozione presentata dallo stesso Rho).«operatività limitata»«La caserma sarà operativa dalle 9 alle 16, vale a dire esattamente come oggi - osserva Rho -. A questo punto, il potenziamento dell'organico serve a poco se poi, comunque, bisogna chiamare il comando di Pavia per interventi nelle ore serali. Non è concepibile per un Comune come Casorate, che sfiora i 9 mila abitanti. La caserma, fra l'altro, copre una fetta di territorio vasta e comprende anche Trovo, Rognano e Battuda. L'amministrazione deve far valere queste ragioni davanti alle autorità competenti, vale a dire comando provinciale dei carabinieri e ministero degli Interni». «canone di locazione inadeguato»Il secondo nodo è il canone di locazione (e di questo se ne parlerà domani in consiglio). «È fissato in poco più di 5 mila euro al mese - riflette Rho -. Visto che il costo dell'opera è completamente a carico del Comune, e parliamo di un intervento da 1,3 milioni di euro, il canone appare assolutamente irrisorio rispetto all'impegno finanziario sostenuto». «La nostra caserma è stata classificata dai vertici dell'Arma di tipo "B" e pertanto deve rispettare alcuni parametri specifici, fra cui organico e orario - risponde il sindaco Enrico Vai -. Del resto Rho lo sa benissimo, avendo iniziato lui l'iter per la realizzazione della nuova caserma quando era sindaco. Noi non abbiamo voce in capitolo su questo aspetto, decidono comando e ministero. Non dimentichiamoci che è previsto comunque un aumento degli uomini, che potranno essere da 7 a 9. Quanto all'affitto, il canone è stato fissato dal ministero. Abbiamo sottoposto la questione anche alla Corte dei conti, che però ha stabilito che si tratta di un compenso equo». --