Senza Titolo

la storia/ 1mezzaninoI pullman alla frontiera carichi di bambini ucraini orfani, che avevano perso i loro genitori sotto le bombe e cercavano la salvezza lontano dal loro paese. È questa una delle immagini più atroci che resteranno per sempre nella mente del sindaco di Mezzanino, Adriano Piras, da poco tornato da un lungo viaggio dall'Oltrepo Pavese in Ucraina per portare i generi alimentari raccolti dall'Auser del paese e da altre associazioni locali per la popolazione in guerra. Oltre 3.200 chilometri percorsi in meno di tre giorni insieme al volontario della protezione civile di Mezzanino, Fabrizio Di Fede, che è riuscito a trovare un "corridoio" per superare il confine ed arrivare fino alle porte di Leopoli. il racconto di piras«La prima tappa è stata un centro di accoglienza in Polonia, al confine ucraino, dove c'erano centinaia di profughi in attesa - racconta il primo cittadino Piras -. Poi siamo riusciti ad entrare nel paese e siamo arrivati a Drohobyc, vicino a Leopoli, dove siamo stati ospitati da una famiglia. Qui abbiamo consegnato tutto il materiale ad una chiesa del posto, trasformata in un centro di smistamento di vestiario, cibo, medicinali: abbiamo incontrato un sacerdote e dei volontari che si occupano di smistare tutto quello che viene portato e farlo arrivare ai paesi più colpiti e ai soldati dell'esercito ucraino». Durante il viaggio il sindaco di Mezzanino si è reso conto dal vivo con i suoi occhi la tragedia della guerra, che finora aveva visto solo in televisione e sui giornali: «Non ci sono parole per descrivere certe scene - aggiunge -. Alla frontiera c'era una colonna lunghissima di pullman carichi di bambini orfani che venivano portati oltre confine per cercargli una sistemazione. La guerra c'è e si vede: dappertutto si respira aria di guerra, c'è l'esercito in ogni angolo del paese, posti di blocco ovunque che controllano rigorosamente ogni persona che passa. La gente è molto preoccupata che il conflitto si possa spostare oltre i confini ucraini. L'Ucraina è una nazione devastata, dovunque c'è molta sofferenza e tantissima fame. Speriamo che tutto questo finisca il prima possibile». Piras e il suo compagno di viaggio hanno poi trovato altri bambini più fortunati di quelli sui pullman ad accoglierli con la musica nella chiesa di Drohobyc: sono lì a dare una mano ai loro genitori e ai sacerdoti per smistare il materiale. nuovi propositi per il futuroL'impegno di Mezzanino e degli altri Comuni non si ferma qui: «Tra un mese abbiamo intenzione di organizzare un altro viaggio con un carico di beni di prima necessità - annuncia il sindaco di Mezzanino -. Voglio ringraziare, oltre al mio collaboratore Fabrizio, l'Auser "Solidali per Mezzanino", con la sua presidente Tonina Casale, per lo straordinario lavoro che hanno fatto in queste settimane di raccolta del materiale, le ditte della zona che si sono occupate del pagamento delle spese di viaggio, la protezione civile di Mezzanino, i colleghi sindaci di San Cipriano Po, Casanova Lonati e Verrua Po e tutti coloro che ci hanno permesso di far arrivare i beni di prima necessità dove servivano».-- Oliviero Maggi