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PoliticaSindaci per 15 anni,riforma sbagliataSono contrarissimo all'estensione del terzo mandato dei sindaci in paesi sino a 5.000 abitanti (già era molto estenderlo a 3.000). Sono convinto per un sindaco di un piccolo paese sia già molto governare per 15 anni. Tradotto in fatti ecco che se una persona non è ben voluta da quel sindaco per 15 anni si troverà nell' impossibilità di bussare alla porta della sua politica. Danno che potrebbe essere limitato in sole due legislature.Lo ritengo un passo indietro nei processsi di democrazia per avvicinare la popolazione alle istituzioni. Siano gli amministratori medesimi a mostrare buonsenso limitando a due i mandati.Sergio Barbieri. MontebelloMadre TeresaIl rifiuto dell'abortoè alla base della paceQuesta guerra che si accanisce sui deboli e sui poveri che senso ha?Madre Teresa di Calcutta che gridò a tutto il mondo che non può esserci pace se la vita è uccisa nel suo sbocciare nel seno materno. Disse proprio, quando le diedero il premio Nobel: «Tante persone sono molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono di fame, ma milioni muoiono per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Pechè se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te, e a te di uccidere me? Nulla».Tutte le guerre sono mostruose crudeltà selvagge, come dice papa Francesco, ma quella contro i bambini non nati è particolarmente subdola. Fermiamola. Non ci sarà pace fino a quando nelle menti e nei cuori non sarà fatta pace con la vita nascente.Sandro Assanelli. PaviaLa guerral "maestrini"anti occidentaliLa guerra in Ucraina ha prodotto, tra tanti effetti, anche quello farci conoscere personaggi impegnati a dimostrare che la realtà di tale guerra è ben più complessa di quel che appare, dove i ruoli di aggressore e di aggredito risultano inequivocabili. Costoro, richiamando vicende storiche da loro scelte, arrivano a sostenere che i torti stanno da entrambe le parti e che i paesi che aiutano gli ucraini (in sostanza i paesi occidentali, USA in testa) hanno più di una colpa sulla guerra stessa. Tali maestri del pensiero sono più impegnati a rilevare i difetti delle democrazie che a censurare le perversioni delle dittature (forse perchè indigene, ben altra sarebbe la tolleranza se si trattasse di dittature esterne, come furono quelle dei sistemi coloniali). Di conseguenza gli stessi si sentono e si pongono ai comuni mortali come dei giudici al di sopra delle parti pur godendo, di fatto, del vantaggio di trovarsi nel campo libero.Non mi cimento a confutare le loro ragioni sia per limiti di competenza che di spazio. Avendo, però, appreso con gli anni che quando manca il meglio tante volte è preferibile scegliere il meno peggio (magari anche fare qualche compromesso e sporcarsi le mani), a costoro farei una domanda tanto semplice quanto concreta: come spiegare che da tanti anni tutti quelli che espatriano, molto spesso per ragioni economiche o, più drammaticamente, per sfamarsi o sottrarsi a violenze ingiustificate, hanno come meta un paese occidentale e non la Russia o quei paesi che non condannano questa per l'invasione dell'Ucraina, grandi e popolosi paesi come Cina, India, Pakistan?In fin dei conti tali espatrianti sono mossi, come quelli che li hanno preceduti, dalla ponderata speranza di trovare un paese migliore, o per l'appunto meno peggio, non solo di quello di partenza, ma anche di altri paesi potenzialmente raggiungibili; come per don Abbondio, un docente dello scansare i guai, anche per loro "la patria è dove si sta bene". La Russia, dal territorio immenso e poco abitato ma molto ricco di importanti materie prime, non solo non attrae migranti dai paesi poveri, ma a mio parere vede la fuga di propri cittadini. Questi, a quanto pare, in generale non se la passano bene al loro paese né sul piano economico, né su quello sociale e civile. Mi paiono aspetti da non trascurare, bensì degni di approfondimento anche da parte dei suddetti maestri del pensiero. Resto in dubbiosa attesa.Franco CastagnolaRobecco Pavese