Senza Titolo

Canneto PaveseUn nuovo vino consortile, la realizzazione di un'enoteca e la ristrutturazione dei vigneti per aumentare il numero delle bottiglie prodotte. Il 2022 sarà un anno ricco di iniziative e appuntamenti per il Consorzio Club del Buttafuoco storico di Canneto Pavese: dopo aver festeggiato a febbraio il 26° compleanno, con l'ingresso di tre nuovi soci, Irene e Fabio Barbieri, Paolo Verdi e Michele Cignoli, ora il club oltrepadano che riunisce 17 vignaioli del territorio (viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori in proprio) si prepara a nuove sfide. Innanzitutto, il ritorno, dopo due anni di stop a causa della pandemia, al Vinitaly di Verona. Alla rassegna veronese, in programma dal 10 al 13 aprile prossimi, sarà presentata in anteprima l'annata 2017 della bottiglia consortile "Vignaioli del Buttafuoco storico": ogni anno, dal 2011, il Club sceglie un enologo a cui affidare l'assemblaggio di partite di vino atte a divenire Buttafuoco storico per creare la cuvée speciale rappresentativa del territorio e ambasciatrice nel mondo del Buttafuoco storico. Le quantità dei differenti vini, così come le proporzioni, non sono definite da parametri fissi, ma variano di anno in anno, a seconda di ogni singola vendemmia e secondo la mano dell'enologo. L'ultima annata in commercio, la 2017, è stata firmata da Michele Zanardo: classe 1977, veneto, enologo, vicepresidente vicario del Comitato nazionale vino Dop e Igp, professore a contratto di Legislazione Vitivinicola presso l'università di Padova. Lunedì 11 e martedì 12 aprile, dalle 10 alle 15, la nuova bottiglia consortile sarà in degustazione presso lo stand C5 del Palaexpo-Padiglione Lombardia con il direttore del Club, Armando Colombi. Ma, dopo la partecipazione alla kermesse veronese, il gruppo ha in cantiere altre iniziative di promozione e valorizzazione, tra cui la realizzazione di un'enoteca dove organizzare eventi, degustazioni, banchi di assaggio e manifestazioni.Le iniziative«Sono diversi gli appuntamenti che il nostro consorzio ha in programma per il 2022 - assicura il presidente Davide Calvi - Oltre a Verona, dove siamo felici di tornare, quest'anno presenteremo il libro dei 25 anni del Club scritto da Valerio Bergamini e Alessandro Devinu; inoltre inaugureremo entro il prossimo inverno la nuova enoteca a Canneto Pavese e abbiamo in programma un importante progetto di ristrutturazione e di nuovi impianti di vigne, al fine di ampliare il numero di bottiglie prodotte, per rispondere al sempre maggior apprezzamento del Buttafuoco Storico». Al momento, sono prodotte in media ogni anno 90mila bottiglie. Gli ettari a vigneto nel territorio di produzione, compresi nei Comuni di Broni, Stradella, Castana, Canneto , Montescano, Pietra de' Giorgi, Cigognola, sono circa 22 ripartiti in 18 "Vigne" il cui nome topografico compare in etichetta, a garanzia della provenienza e unicità del prodotto. Grazie al lavoro di valorizzazione, iniziato negli anni scorsi e ancora in corso, sono tanti i consumatori che si sono avvicinati a questo rosso iconico dell'Oltrepo, ma c'è grande attenzione anche da parte dei produttori, sempre più interessati a aderire al Club alla ricerca della massima qualità dei vini. Il gruppo, infatti, ha rappresentato uno strumento di scrupolosa e responsabile autodisciplina, attraverso un rigido regolamento (il disciplinare prevede che il vino debba essere prodotto da 50% di uve Croatina, 25% Barbera, 15% Ughetta di Canneto o Vespolina, 10% Uva Rara, in un'area molto circoscritta), sollecitando le aziende perché le consolidate abitudini diventassero una comune strategia per il successo qualitativo. --Oliviero Maggi