Senza Titolo

Non solo UcrainaLibertà, c'è un prezzoda pagareLa guerra in corso tra Russia e Ucraina sta avendo, tra tante conseguenze, anche quella di alimentare discussioni e polemiche a dismisura. Questo nonostante sia ampiamente riconosciuto che è stata la Russia a invadere l'Ucraina senza una valida ragione e che, in conseguenza di ciò e della disparità delle forze dei belligeranti, è la stessa Russia a essere determinante per porre fine al conflitto ("se i russi smettono di combattere finisce la guerra, se gli ucraini smettono di combattere finisce l'Ucraina" è la sintesi più efficace che ho sentito). E il dibattito a cui mi riferisco è lo scontro tra i sostenitori della pace, non essendoci praticamente nessuno che si dichiari favorevole alla guerra, sull'opportunità, nell'immediato, da parte dei paesi liberi di fornire armi alla parte che ha subito il sopruso per potersi difendere e sulla necessità, a seguire nel breve termine, da parte degli stessi Paesi di incrementare le spese militari per essere pronti a fronteggiare eventuali ulteriori mire espansionistiche dell'invasore in questione.Quello che, a mio parere, manca in questo dibattito affinché lo stesso possa essere compreso dalla maggioranza dei cittadini di tali paesi, sui quali graveranno sia i costi che il livello di rischio delle decisioni in merito, è la chiarezza di fondo su ciò che si vuole in un mondo dove, purtroppo, c'è chi vuole scardinare con la forza e in dispregio delle libertà altrui gli attuali equilibri geopolitici.Preso atto che inevitabilmente la libertà ha un costo, gli attori di tale dibattito (politici, opinionisti e altri) dovrebbero, in onestà e senza ambiguità, dichiarare, prima di ogni indicazione e suggerimento operativo, se e quanta libertà si è disposti a sacrificare e a mettere a rischio per minimizzare o azzerare i costi del riarmo.Dante, del quale solo l'anno scorso si è celebrato il settecentesimo anniversario della morte è al riguardo di insegnamento. Infatti Virgilio lo presenta a Catone Uticense come colui che "libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta" (v. Purgatorio, canto I), ovvero come colui che per la libertà è disposto anche al sacrificio della vita. Ecco, oggi gli ucraini nella loro generalità si mostrano allineati alla posizione del sommo poeta. Noi ci dividiamo sul portare al 2% del P.I.L. le spese militari. Abbiamo tutto il diritto per dissentire da Dante e dagli ucraini, ma prima di discutere e decidere sul livello delle spese militari, non abbiamo forse il dovere di chiederci che valore diamo alla nostra libertà? Franco CastagnolaRobecco PaveseTorre de' NegriUnione scioltadebiti & creditiIn ordine all'articolo apparso il 1° marzo con titolo "La minoranza all'attacco, debiti fuori bilancio per 50mila euro", facciamo un po' di chiarezza.L'Unione Terre Viscontee è nata nel 2009, a fine 2015 Torre de' Negri lascia dall'Unione, quindi dal 2016 non accumula debiti (quelli a cui si riferisce il Mastropietro sono residui degli anni 201-15).La mia gestione, dal 26 maggio 2014 al 31 dicembre 2015, comprende accordi e riparti che erano stati già definiti dall'amministrazione Peveri. A maggio 2019 il liquidatore approva il rendiconto finanziario 2018 dell'Unione, dove veniva indicato il percorso da attuarsi per la riscossione dei crediti nei confronti dei tre Comuni.Nessuna convocazione arriva a Torre de' Negri; in alternativa l'Unione Belgioioso e Filighera ci notifica un decreto ingiuntivo di circa 65mila euro.Torre de' Negri è stato costretto a presentare opposizione, conclusa con una conciliazione e non con una condanna (cosa assai diversa!). Torre de' Negri deve dare (42.265 euro) ma deve anche ricevere (15.431euro): e la differenza è dunque 26.834 euro.Caso depuratore. Nel 2017 Torre de' Negri come da normativa cede gli impianti fognari a Pavia Acque, lo stesso percorso viene intrapreso da Belgioioso. Conformemente alla decisione, Belgioioso non invia più fatture a Torre de' Negri ma nel 2019, cambiando amministrazione, Belgioioso cambia anche gli accordi presi con Pavia Acque e a fine 2019 invia a Torre de' Negri una richiesta di saldo comprensiva degli anni pregressi. La risposta a una richiesta di chiarificazione è stata un decreto ingiuntivo di 20mila euro. Il messaggio che traspare è che il Comune abbia omesso pagamenti negli anni, ma la realtà dei fatti è ben diversa. La cifra era accantonata e pagata, senza opposizione.I circa 15mila euro di spese legali sono serviti per fare chiarezza e tutelare gli interessi di Torre de' Negri e non buttati, come furbescamente indicato da Mastropietro.Con l'istanza al Distretto del commercio, questa Amministrazione ha dimostrato di voler e di saper scindere le due diverse situazioni, una è il passato e l'altra un nuovo inizio.La minoranza utilizza gli artifizi per colpire la maggioranza; queste manipolazioni non saranno più tollerate e si procederà attraverso gli uffici preposti a tutela dell'immagine e credibilità.Mara Ribonisindaco Torre de' NegriPrecisazioneDifensore uniconel caso CusaroIn relazione all'articolo pubblicato domenica 20 marzo in merito al processo per l'omicidio avvenuto a Landriano nel giugno 2021, devo precisare che l'unico difensore del sig. Andrea Cusaro è Maria Francesca Fontanella del Foro di Milano e che le "anticipazioni" riportate sulla futura attività difensiva non sono corrette, come comunicatomi dal legale suddetto.Davide Capobiancoavvocato, Pavia