Tre luoghi da riscoprire Sabato e domenica il Fai festeggia la primavera

m. grazia piccalugaPer le giornate Fai di primavera, sabato 26 e domenica 27, la delegazione pavese accende i riflettori su tre luoghi della provincia: Pavia, Pieve Porto Morone e Sartirana Lomellina. «Apriremo le porte di chiese poco note e palazzi solitamente chiusi al pubblico» anticipa la presidente Elisabetta Pelucchi. Il luogo che non ti aspetti è sicuramente Pieve Porto Morone, poco più di 2500 abitanti ma una storia millenaria alle spalle (vi sono tracce di necropoli del II secolo d.C. e alcune tombe di epoca gallo-romana). Nel suo antico porto, sulla riva sinistra del Po, sono approdati nel corso dei secoli soldati, merci e pellegrini diretti a Roma. E nel tempo è stato terra di confine e quindi di conquista.il Palazzo del 1600«Accompagneremo i visitatori alla scoperta di palazzo Capelli - spiega Pelucchi - Splendida dimora signorile, costruita agli inizi del 1600 e affacciata su un immenso parco privato. E' oggi l'abitazione della famiglia Capelli. Il percorso di visita partirà proprio dalla corte, dove verrà raccontata la storia del borgo, lo sviluppo dell'abitato con la costruzione del castello dei Conti Rovescala, andato distrutto. Si entrerà quindi all'interno del sontuoso palazzo, per scoprirne i saloni e gli ambienti al piano terreno, tutti affrescati, e le camere da letto del primo piano, con la celebre "camera dell'Amore". Ci si affaccerà anche sull'immenso parco privato, arricchito da essenze secolari, viali alberati e un laghetto decorato con un balconcino a sbalzo sull'acqua». Domenica, alle 18, al termine delle visite guidate, nel salone d'onore del palazzo si terrà un concerto di musica lirica "Note di Primavera", offerto dall'amministrazione Comunale. Nell'adiacente corte agricola si potranno visitare stand enogastronomici, un'esposizione di trattori e attrezzi agricoli d'epoca e la mostra fotografica"Come eravamo".Sempre a Pieve il Fai farà tappa anche nella chiesa parrocchiale di San Vittore, edificio in stile tardo barocco eretta nel XVIII secolo su una precedente chiesa, della quale rimangono visibili, attraverso grate nel pavimento, le basi dei pilastri centrali con tracce di affreschi. Di particolare pregio è l'affresco quattrocentesco della Madonna delle Rose e lo splendido e imponente organo Amati. IL castello che non c'èA poca distanza da palazzo Capelli sorgeva il castello dei conti Rovescala. E' andato distrutto, durante le continue scorribande militari. Ma è ancora possibile ricostruirne la planimetria: rimane infatti il piano seminterrato completo per tutto lo sviluppo in pianta, che costituisce gli scantinati di alcune abitazioni, in alcuni casi collegati tra loro. «Con attenzione e a piccolissimi gruppi si potrà scendere nel seminterrato per visitare le fondamenta e le cantine - spiega la presidente del Fai pavese - Si narra anche di cunicoli che collegavano il castello con altre fortezze della zona, ma forse sono solo leggende». Il toponimo Pieve Porto Morone deriva dall'essere stato in tempi antichi sede di una pieve con la funzione di parrocchia plebana e di un attivo porto fluviale lungo il fiume Po. Morone richiama invece il termine dialettale mùron, la pianta del gelso. --