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TerritorioLogistiche, forsesi cambia davveroAvevo letto a fine febbraio sulla Provincia Pavese che il presidente dell'Amministrazione provinciale Giovanni Palli, in un incontro con i comitati "Stop Logistiche", aveva promesso di creare una commissione/cabina di regia che si sarebbe dovuta occupare della problematica. Ora apprendo che nell'ultimo Consiglio provinciale la promessa è stata mantenuta e la proposta è stata votata all'unanimità da tutti i consiglieri. E la cosa è molto, molto positiva...E' un segnale forte di rottura con il passato. Tutte le precedenti Amministrazioni provinciali avevano preferito non affrontare il problema, non prendere posizione e lasciare scorrere l'acqua al basso.Anche nell'ultima revisione del Ptcp ancora in corso, poco o quasi nulla è stato fatto per cercare di contenere il consumo di suolo, sostenendo che il Ptcp ha solo funzioni di indirizzo e non normative.Ritengo invece, che la scelta dell'ubicazione di un insediamento logistico non possa essere lasciata all'imprenditore, al contadino e al sindaco di turno con il tacito benestare della Provincia, che finora si è limitata a ratificare quanto già deciso da altri.Le logistiche non possono più sorgere come funghi; occorre una programmazione provinciale e regionale, che preveda l'utilizzo delle aree industriali dismesse prima di procedere al consumo di suolo agricolo.Ritengo questo primo passo della nuova Amministrazione provinciale di buon auspicio e voglio sperare di essere ancora in tempo a stoppare anche quelle logistiche ora in itinere, per non correre il rischio di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati!Enrico Bernerisindaco di Monticelli Pavesee presidente della ConsultaAmbiente e territorioLa guerraCome Putin informail popolo russoLa ciliegina sulla torta della distorsione dell'informazione sull'operazione militare in Ucraina è stata la gestione della notizia del bombardamento dell'ospedale pediatrico di Mariupol. Il Ministro degli esteri Sergej Viktorovic Lavrov si è speso per raccontare una realtà mistificata dai media ucraini, come una sorta di macabra messinscena, compresa la "finta partoriente" trasportata in barella tra le macerie fumanti.Nel discorso con cui aveva annunciato l'operazione militare, Putin aveva detto che la Russia non intendeva occupare l'Ucraina ma che l'obiettivo sarebbe stato quello di «difendere le persone che sono state vittime degli abusi e del genocidio del regime di Kiev, per demilitarizzare e de-nazificare l'Ucraina». Questo è il messaggio che i media russi autorizzati hanno trasmesso a più riprese anche successivamente, a cominciare dalla rete pubblica Vgtrk.Nel 2019 in Russia era sta approvata una legge che punisce quasi ogni forma di dissenso contro il governo. Nel caso della situazione in Ucraina la libertà di informare si è ancora più ristretta: l'agenzia che controlla e filtra le comunicazioni che possono circolare in Russia - Roskomnadzor - ha diramato un monito rivolto a tutti i media che si stanno occupando della questione Ucraina, bollando come fake le molte "informazioni non verificate e inesatte" invitando le agenzie informative ad utilizzare solo "le fonti ufficiali russe" che, manco a dirlo, sono solo ed esclusivamente quelle governative.Le televisioni non hanno mostrato nessuna immagine degli attacchi russi compiuti in questi giorni in varie città ucraine, in alcuni casi in zone abitate da civili. «Le strade sono tranquille e calme nella capitale ucraina», ha detto il conduttore di una trasmissione su Pervyj Kanal, mostrando filmati realizzati nelle strade di Kiev. Non diverso è stato l'imprinting informativo della carta stampata.La crudeltà riservata ai bambini ci dice quanto sia tenero il cuore del regime, quanto sia rispettoso dei diritti civili. Insomma, nonostante il mondo sia scandalizzato e terrorizzato per questa carneficina, (non dimentichiamo anche le migliaia di ragazzi russi militari di leva mandati allo sbaraglio e tornati indietro dalle loro madri, chiusi nelle bare), tutto si tratta meno che di una guerra spietata. Ma quale guerra!? E' solo il casting mediatico di un film dell'orrore, con un regista, molti attori e milioni di comparse.Francesco Provinciali. Pavia