Il Papa: «Fermare le bombe» E visita l'ambasciata russa

il casoDomenico AgassoCITTÀ DEL VATICANOBergoglio rompe il protocollo e compie un gesto diplomatico senza precedenti. Se occorre, infatti, dall'ambasciatore va il prelato ministro degli Esteri. Neanche il Segretario di Stato si muove in questi casi. Invece ieri dal rappresentante russo presso la Santa Sede è andato il Papa in persona, con l'intento di lanciare un messaggio indiretto, ma forte e chiaro, a Vladimir Putin: fermare bombe e missili. Francesco ha bussato alla porta russa con la speranza di poter contribuire a risollevare le sorti di chi è coinvolto nella guerra in Ucraina, confidando che si eviti la catastrofe umanitaria. Dal suo entourage trapela che il Pontefice sta seguendo con particolare attenzione l'evolversi degli scontri nel Paese dell'est europeo, e si è mosso in questo modo inedito dopo avere visto le immagini della popolazione sofferente e impaurita. Così, prima di mezzogiorno ha lasciato Casa Santa Marta a bordo di una Fiat 500L bianca per raggiungere via della Conciliazione 10, ingresso della rappresentanza di Mosca in Vaticano, guidata dall'ambasciatore Alexander Avdeev. La visita è durata quasi 40 minuti. Nel colloquio il Vescovo di Roma «ha voluto manifestare la sua preoccupazione per la guerra», riportano i Media d'Oltretevere. Bergoglio ha comunicato la sua apprensione per i drammi di Kiev e ha chiesto con forza di tutelare le persone, ha rivelato Avdeev all'agenzia Ria Novosti: il Papa è turbato «per la situazione dell'intera popolazione, sia nel Donbass (non ne era a conoscenza) che in altre aree, e ha esortato a prendersi cura dei bambini, dei malati e dei sofferenti. Secondo lui questo è il principale obiettivo cristiano». Peraltro l'ambasciatore ha smentito che il Pontefice avrebbe «offerto la sua mediazione per la pace». In serata Francesco ha diffuso sul suo account @Pontifex un tweet in russo, un messaggio che riprende l'enciclica «Fratelli tutti»: «Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell'umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male». È la prima volta che il Pontefice twitta in lingua russa. --© RIPRODUZIONE RISERVATA