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CannetoSalgono a 17 i soci del Consorzio Club del Buttafuoco Storico di Canneto Pavese. A 26 anni dalla fondazione (il 7 febbraio 1996), il Club oltrepadano, oggi guidato dal presidente Davide Calvi, ha accolto due nuovi soci che hanno fatto richiesta di iscrizione: si tratta di Paolo Verdi, titolare dell'azienda agricola "Bruno Verdi" di Canneto Pavese, socio fondatore del Club, uscito dopo un paio d'anni, ma ora deciso a rientrare, e i giovani fratelli Irene e Fabio Barbieri, che hanno rilevato la vigna "Poggio Cà Cagnoni". L'ingresso dei nuovi soci è stato tenuto a battesimo, nel corso della cena del compleanno a Milano, dal presentatore televisivo Gerry Scotti, che, dal 2016 realizza alle Cantine dei fratelli Giorgi di Canneto (un legame tra marketing e immagine di qualità nato dal dinamismo di Fabiano Giorgi) la propria linea di vini, ampliatasi nel 2021 con il Buttafuoco Storico "'56". Durante la serata, al ristorante "T4 Bistrot" di via Tortona, i vari interventi di ospiti, sommelier, giornalisti e curatori di guide si sono soffermati sull'evoluzione qualitativa del Buttafuoco, alla ricerca sempre dell'eccellenza. Merito di un disciplinare molto rigido che prevede la messa in commercio delle bottiglie con il veliero dopo tre anni dalla vendemmia. Mediamente ogni anno ne vengono prodotte 100.000 bottiglie. Le regoleParticolarmente ristretta la zona di produzione, circa 22 ettari: il cosiddetto "Sperone di Stradella", territorio delimitato a ovest dal torrente Scuropasso, a est dal Versa, a nord dalla pianura padana e a sud dai confini di Castana e Pietra de' Giorgi e attraversato a metà dal 45° parallelo. Il territorio comprende Broni, Canneto Pavese, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de' Giorgi. Per la produzione di Buttafuoco Storico sono ammesse solo quelle vigne che storicamente hanno nei secoli generato buttafuoco di altissima qualità, posizionate all'interno della "zona storica", iscritte all'albo vigneti di Regione Lombardia. Tutte le pratiche di coltivazione devono mirare alla ricerca della qualità e al rispetto dell'ambiente. L'uvaggio del Buttafuoco è costituito da uve autoctone dell'Oltrepo: 50% di Croatina che regala al vino l'intensità tannica, il colore e i sentori di frutta rossa; poi un 25% di Barbera, che forma con la sua acidità la spina dorsale del vino e permette una maggiore estrazione dalle vinacce della Croatina; infine è arricchito da Ughetta di Canneto e Uva Rara, due uvaggi unici del territorio. La vendemmia non può essere effettuata prima della data stabilita da una apposita commissione di campagna e deve essere manuale con attenta scelta dell'uva. La vinificazione delle uve deve avvenire in un unico vaso vinario e il risultato di questa pratica non può più essere modificato. Il Buttafuoco viene affinato nel legno di rovere per almeno dodici mesi, poi rifinito almeno per sei mesi nella storica bottiglia, sulla quale è impresso il marchio del Club. Ad ulteriore garanzia viene applicato un bollino che riporta un numero progressivo e i fuochi dell'annata. Il punteggio minimoper potersi fregiare del marchio è di ottanta centesimi secondo la scheda dell'Union International des Oenologues ed è espresso da una commissione di cantina. Sulla base dell'ultima degustazione viene stabilita la classifica dell'annata espressa in fuochi: da 80/100 a 85/100 3 fuochi, da 86/100 a 90/100 quattro fuochi, da 91/100 a 95/100 cinque fuochi, da 96/100 a 100/100 sei fuochi. Il Buttafuoco Storico può essere presentato e messo in commercio a partire dalla mezzanotte della seconda domenica di novembre dopo 3 anni dalla raccolta. --Oliviero Maggi