Senza Titolo

PaviaSi cade per stradaed è sempre peggioIeri mattina ho assistito alla rovinosa caduta di una signora in via Bernardino da Feltre per il dissesto della pavimentazione.Molte persone negli ultimi anni hanno riportato danni, più o meno gravi, per le disastrose condizioni delle strade di Pavia, innumerevoli in pessime condizioni. E non si tratta solamente del "naturale" degrado ( peraltro meritevole di manutenzione) di strade con acciottolato in pietra, bellissima testimonianza della tradizione architettonica della nostra città longobarda, bensì delle condizioni deplorevoli in cui vengono lasciate anche strutture ben più recenti (tombini, marciapiedi).La signora in questione quando, dopo averla assistita, ho detto che avrei preso lo spunto dalla sua caduta per scrivere una lettera di protesta alla Provincia Pavese ha replicato: "La ringrazio ma non serve a niente". Forse ha ragione, ma io mi auguro che si sbagli. Mi auguro che in molti leggano, sottoscrivino e "qualcuno che può" si attivi per porre finalmente rimedio a questa situazione di cui moltissime persone, anche di mia diretta conoscenza, hanno fatto le spese.Gabriella Carnevale Maffè PaviaPaviaBuon compleannoMino MilaniMino Milani pochi giorni fa ha compiuto 94 anni, un'esistenza ricca di avventura, incontri e libri.Se è vero che la beatitudine più modesta è l'amicizia, il nostro Mino lo dimostra da sempre per la sua Pavia ed i pavesi. Poliedrico personaggio che ci ha regalato e ci dona sempre emozioni. Il suo impegno profuso in molteplici sfide professionali ha fatto di lui uno dei più affermati inventori di storie. In questi giorni di nebbia sembra di rievocare il "Fantasma d'amore" film gotico e romantico del 1981 con Romy Scheider e Marcello Mastroianni girato in una cornice brumosa in città.Ogni sua narrazione diventa speciale, da Tommy River ai racconti di guerra e ai romanzi. Siamo grati Mino, per renderci partecipi alle tue passioni.Ordine supremo proseguire finchè si può.Grazie di cuore Mino.Luisemi . ZecconeAbortoLa contraddizionedi MacronCaro direttore,è molto triste apprendere che il presidente francese Macron abbia indicato di voler iscrivere il "diritto all'aborto" (sic!) nella Carta europea dei diritti fondamentali; ne ha dato l'annuncio lo scorso 19 gennaio, durante un discorso davanti al Parlamento europeo. Queste, tra le altre, le sue parole: «Vent'anni dopo la proclamazione della nostra Carta dei diritti fondamentali, che ha consacrato in particolare l'abolizione della pena di morte ovunque nell'Unione, auspico che possiamo aggiornare la Carta, e in particolare perché essa sia più precisa sulla protezione dell'ambiente o il riconoscimento del diritto all'aborto». Davvero un finissimo esercizio di logica equiparare l'abolizione della pena di morte al "diritto all'aborto"; secondo il presidente sono entrambe due conquiste di civiltà e non due cose opposte nella loro natura. Se si va verso una politica della vita abolendo la pena di morte perché al medesimo tempo si va in direzione contraria negando il diritto alla vita di chi non è ancora nato?Poi Macron dovrebbe sapere, o almeno immaginare, visto che è uno dei più brillanti rampolli della gloriosa tradizione transalpina delle Grandes ècoles, gli istituti superiori di amministrazione dello Stato, che in un'epoca di drammatico inverno demografico, che sta mettendo in serio pericolo la tenuta futura delle nostre nazioni, questo futuro andrebbe riconsegnato ai giovani, che sono la speranza di un popolo e il fondamento, anche economico, del suo benessere. Ma i giovani, prima di essere giovani, devono passare dalla condizione di bambini, e questi bambini, appunto, andrebbero lasciati nascere. Almeno questa saggezza, da chi fa tali professioni di cinismo, sarebbe lecito aspettarsela. Franco InneccoSan Genesio ed UnitiPaviaBocce all'Itala,unica rimastaL'altar dì a l'Itala d'Paviaguardavi quatr'amis dré giügà a bucc/ e m'è gnüd un po' d'malincunia/ e cul pensier son andat indré un bèl toc,/ quänd a Pavia d'giugadùr gn'era in abundänsae d'giög da bucc gn'era in quantità/ e tüti i funsiunavan cun custänsa,/ gn'era in tüti i quartier dla cità.Pensi al Giardino d'curs Garibaldi,/ a i Artigiani e a la Cà Bèla in Burg Tesin,a l'Arsenàl, ai Cent Don e al Mateoti,/ a Vaèpiän, ai Prastinè e a Balin.E pö, sa devi dì, ogni usteria, tänti o poc la g'aviva i so giughèt,/ tüti sempar cun tänta cumpagnia/ a divertis, parländ al nos dialèt.A Pavia gh'è stat di veri giügadùr/ che in di gar vurivan mai rivà second,di campiunà italiän gh'è stat di vincitùr,/ e adiritüra g'uma avü al campiòn dal mond.Pora Itala, adès sèt restà dumà ti/ a catà sü i rest in via d'estinsiòn /ad chi cun i bucc un temp s'è divertì:/un giög che adès l'è dré andà a munfarlòn.Mario Grazioli