Da fine mese in servizio 64 nuovi postini in provincia

Luca Simeone / paviaTra fine febbraio e inizio marzo verranno assunti 64 nuovi postini che svolgeranno il servizio nella provincia di Pavia. Il loro ingresso, con contratti a tempo indeterminato (52 con orario intero e 12 part-time), contribuirà ad alleviare la nota carenza di organico. Nello specifico, 18 dei neoassunti faranno riferimento al recapito di via Brambilla a Pavia, 17 a Stradella, altri 17 a Vigevano recapito, 8 a Sannazzaro de' Burgondi e 2 ciascuno a Sizianio e Voghera. Le assunzioni arrivano dopo la firma, alla fine dello scorso anno, dell'accordo sulle politiche attive tra sindacati e azienda. carochi di lavoro aumentatiL'esiguità dell'organico dei portalettere in provincia rispetto al fabbisogno si era ancora di più accentuato a seguito della incorporazione di Nexive da parte di Poste italiane, con relativo incremento del numero di consegne da effettuare, che tra l'altro nel periodo natalizio aveva subito una ulteriore impennata visto il notevole ricorso alle spedizioni. «Un aumento dei carichi di lavoro che aveva avuto come conseguenza quella di un ricorso sempre più frequente agli straordinari - sottolinea Emanuele Colombo, segretario generale provinciale della Slc Cgil - con turni che finivano ben oltre le 15, anche alle 17 o alle 18». Il rischio, però, è che l'arrivo dei 64 postini possa essere utilizzato, di qui a qualche mese, per tentare di far fronte a una carenza anche sul fronte degli sportellisti che - dicono i sindacati - ha già da tempo raggiunto punte di vera emergenza. «Sulla sportelleria esiste una fortissima criticità - ribadisce Emanuele Colombo - già nel 2020 si era in grave sofferenza e l'anno scorso le cose si sono aggravate: in tanti hanno usufruito di quota 100 per andare in pensione e a fronte di circa novanta uscite le assunzioni sono state meno di quindici. A tutto questo si sono aggiunte le assenze dovute al Covid, che ci sono state anche in Poste». I numeri sono eloquenti: il sindacato aveva già segnalato oltre un anno fa come in provincia di Pavia ci fosse deficit di addetti agli sportelli quantificabile in un centinaio: erano in tutto 310 per 177 uffici, di cui ben 102 - un sesto di tutta la Lombardia - con un solo operatore. In altri 32 ne erano previsti due, ma di fatto anche questi si sono trasformati in sportelli monoperatore, di conseguenza in quelli che in teoria dovevano avere tre operatori ce n'erano solo due.i continui distacchiLa soluzione adottata da Poste Italiane è stata e continua a essere quella del continuo distacco degli sportellisti nei vari uffici, a seconda delle esigenze contingenti: molti sono costretti a cambiare ufficio ogni giorno, molti non hanno in pratica un ufficio perché coinvolti in un perenne vortice di spostamenti. Le code di utenti che si formano spesso negli uffici sono l'effetto sul pubblico di questa carenza. Essendo possibile il passaggio da portalettere ad addetto allo sportello, il rischio è che questa modalità venga utilizzata per tamponare l'emergenza. Una coperta evidentemente troppo corta, perché a quel punto si riproporrebbe il problema della consegna della posta, peraltro non risolvendo pienamente l'emergenza agli sportelli.--