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Luca Monticelli / romaContinua il braccio di ferro sulla scuola: le regioni non intendono mollare la presa e lo scontro con il governo si acuisce ogni giorno di più. Dopo l'ordinanza di Vincenzo De Luca che stabilisce la Dad in Campania per elementari e medie fino al 29 gennaio, anche la Sicilia sceglie la strada del rinvio.Il governatore Nello Musumeci ha posticipato l'apertura delle scuole di tre giorni. Il governo ribadisce che domani si torna in classe in presenza e in sicurezza, grazie alle nuove regole sulla quarantena, però sono tanti i sindaci che hanno firmato ordinanze simili a quella di De Luca, nonostante Palazzo Chigi abbia minacciato l'impugnazione. Il muro contro muro prosegue, e dal ministero dell'Istruzione si fa notare che sindaci e governatori possono derogare alle disposizioni di Roma solo in zona rossa, respingendo così l'appello di presidi e medici per lo slittamento delle lezioni. Inoltre, nella circolare inviata agli istituti, il Miur autorizza a chiedere il certificato vaccinale degli studenti.I datiSecondo l'Istituto superiore di sanità, i ricoveri in terapia intensiva per Covid sono 25,6 volte più numerosi nei non immunizzati rispetto a coloro che hanno avuto tre dosi di vaccino. Per l'undicesima settimana consecutiva, si conferma un aumento generalizzato del numero di nuovi casi di infezione, e soprattutto cresce la percentuale degli operatori sanitari malati. Tra le fasce di età è quella fra i 5 e gli 11 anni a registrare l'incremento maggiore dei contagi.Nelle ultime 24 ore i positivi rilevati dal bollettino del ministero della Salute sono 197.552 e le vittime 184. Il tasso di positività è al 16,2% (in calo rispetto al 22% di due giorni fa) mentre i ricoverati in rianimazione sono 58 in più e 339 nei reparti ordinari. Sembra fare effetto la stretta del governo: venerdì sono state somministrate 65 mila prime dosi di vaccino, un valore del 60% sopra la media giornaliera della settimana precedente. Un picco che trova riscontro pure nella fascia di età delle persone over 50 soggette all'obbligo: 15.239 iniezioni, il triplo della media dei sette giorni precedenti.«I numeri sono abnormi: abbiamo più di 1 milione e 600mila contagiati a casa in questo momento, la situazione negli ospedali peggiorerà», è l'allarme della Federazione degli ordini dei medici. L'unico a vedere un raggio di luce è l'infettivologo Matteo Bassetti che spera nell'immunità di gregge a primavera, quando oltre il 95% degli italiani sarà vaccinato o guarito.Lezioni a rischioIl presidente dell'Anp, l'associazione dei dirigenti scolastici, Antonello Giannelli, parla di «centinaia di studenti positivi», una situazione che rende «quasi impossibile attuare le procedure previste». Nel Lazio già si contano 17.500 studenti e 10mila docenti assenti a causa del virus.L'insofferenza serpeggia tra i presidenti di regione. Il numero uno del Veneto Luca Zaia auspica l'intervento del Comitato tecnico scientifico: «Penso sia fondamentale che si esprima il Cts, abbiamo davanti uno scenario che sarà un calvario, tra insegnanti colpiti dal Covid, no vax e nuove regole della Dad. Quella della scuola rischia di essere una falsa apertura». Anche i sindacati, ricevuti ieri al ministero dell'Istruzione, criticano il Cts e il governo. «L'insufficienza del decreto è sotto gli occhi del paese», sottolinea la Flc Cgil che aggiunge: «È chiaro a tutti che le scuole rischiano di non aprire o di chiudere dopo poco, perché in molti casi il personale è in quarantena o in malattia, figuriamoci cosa potrà accadere da lunedì».Il governatore Musumeci, invece, riscuote il plauso proprio dei sindacati e accoglie le richieste arrivate da 200 comuni. Gli studenti siciliani torneranno fra i banchi di scuola giovedì 13 gennaio, ma 24 ore prima la task force si riunirà nuovamente per fare il punto.«Le regioni hanno chiesto invano di posticipare la riapertura», dice il presidente della Puglia Michele Emiliano, «non abbiamo potere decisionale», aggiunge Marco Marsilio dell'Abruzzo.Il governo tira dritto, ma a 24 ore dalla campanella regna il caos e le famiglie non sanno se, e per quanto tempo, i loro figli potranno frequentare le lezioni in classe. --© RIPRODUZIONE RISERVATA