Inchiesta sulla Cantina Annullato il sequestro chiesto dalla procura

Filiberto Mayda / cannetoIl tribunale del riesame, accogliendo il ricorso presentato dai legali, ha annullato il sequestro preventivo di beni e denaro per circa 750mila euro, sequestro nell'ambito dell'inchiesta sulla precedente gestione della cantina sociale di Canneto. Un'inchiesta giudiziaria su una presunta contraffazione e adulterazione di vino iniziata circa due anni fa e nella quale erano stati indagati i vertici della cantina e una trentina di produttori. L'inchiesta, coordinata dal procuratore Mario Venditti e dal sostituto Paolo Mazza, aveva visto l'arresto (con concessione dei domiciliari) per cinque persone e l'obbligo di firma per altre due. A fine novembre, sempre su iniziativa della procura, la guardia di finanza aveva sequestrato i beni a Alberto Carini, 48 anni, residente a Castelverde in provincia di Cremona, che era presidente e consigliere delegato del consiglio di amministrazione della cantina; a Claudio Rampini, 65 anni, residente a Santa Maria della Versa, finito nell'inchiesta in qualità di mediatore di vini; e a Carla Colombi, 67 anni di Montescano, che era nel vecchio consiglio di amministrazione e responsabile amministrativa. I tre, difesi dagli avvocati Marco Casali, Stefano Bruno e Massimiliano Focacci, avevano presentato ricorso al sequestro. Ricorso, come detto, accolto al tribunale del riesame perché ritenuto non fondato.A questo punto è probabile che la procura della Repubblica di Pavia, a ormai due anni dall'inizio delle indagini, chiuda il procedimento chiedendo o il rinvio a giudizio, oppure l'archiviazione del procedimento. --© RIPRODUZIONE RISERVATA