«Troppi rischi e pochi controlli» La battaglia del sindaco Berneri

L'intervistaLa questione Var è da tempo sul tavolo dei Comuni di Belgioioso e Linarolo dove finivano le proteste dei cittadini per forti miasmi. Sull'azienda pende un esposto firmato dall'avvocato Fabrizio Gnocchi, consigliere di minoranza di Linarolo, mentre il sindaco di Belgioioso Fabio Zucca, insieme a tutti i capigruppo in Consiglio, aveva presentato un esposto contro ignoti sempre per gli odori avvertiti dalla cittadinanza. Un problema, quello dei fanghi, "che si trascina da troppi anni", avverte Enrico Berneri, sindaco di Monticelli e presidente della Consulta Ambiente e territorio. Sindaco lei è stato uno dei primi a combattere contro lo spandimento incontrollato dei fanghi.«I miasmi costituiscano solo la punta dell'iceberg, il campanello d'allarme di un problema che riguarda i terreni, le falde acquifere, i prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Una sessantina di Comuni pavesi e lodigiani nel 2018 avevano presentato ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato contro una delibera regionale che aveva innalzato i livelli di idrocarburi contenuti nei fanghi. Una battaglia che avevamo vinto. Ma per vincere la guerra bisogna avere il sostegno delle istituzioni. E' indispensabile che a livello nazionale, regionale e poi provinciale, vengano varate norme chiare e puntuali».Cosa non va?«La normativa in vigore risale al 1992 e prevede l'accertamento di un certo numero di inquinanti che, in questi 29 anni, sono triplicati. Da qui la necessità di un aggiornamento, tenendo conto dei nuovi prodotti chimici che finiscono nei fanghi dove si concentrano anche residui di medicinali, come antibiotici, persino sostanze stupefacenti. Senza dimenticare che nelle ditte di trattamento confluiscono anche i residui delle attività industriali. La Lombardia permette la presenza nei fanghi di una quarantina di prodotti, contro i dieci ammessi in Emilia. Questo comporta una concentrazione di impianti nella nostra regione e soprattutto nella nostra provincia».E' sufficiente rivedere la normativa? « Le indagini devono innanzitutto essere eseguite in uscita dal depuratore. Va quindi controllato il lavoro del fanghista con ulteriori indagini sul fango in uscita e verificata la compatibilità del terreno in cui deve avvenire lo spandimento. Sono quindi essenziali più controlli, anche a sorpresa. Per questo bisogna potenziare Arpa che soffre per la mancanza di un centinaio di funzionari. Nel gennaio 2019 eravamo riusciti a bloccare la Wte, l'azienda di Brescia finita sotto inchiesta per spandimento di fanghi e gessi contaminati, proprio grazie all' Arpa». --Stefania Prato