Cantina di Canneto, indagati 28 produttori

Maria Fiore / CANNETONon solo gli ex vertici della cantina di Canneto: per la procura la frode del vino sarebbe stata possibile solo con la complicità di altri conferitori di uve e vignaioli del territorio. Nelle carte dell'inchiesta del sostituto procuratore Paolo Mazza, notificate l'altra mattina all'ex presidente e ad altre due persone, destinatarie di un sequestro preventivo da 740mila euro, ci sono 28 nomi di titolari di aziende agricole, che risultano indagati per l'accusa di frode in commercio. Avrebbero portato in cantina uve di tipologie diverse da quelle dichiarate nelle bolle ma avrebbero dichiarato anche carichi di uve che in cantina non sarebbero mai neppure entrate. gli altri indagati I nomi risultano, per la precisione, dal decreto di sequestro notificato ad Alberto Carini, 48 anni, residente a Castelverde in provincia di Cremona che era presidente e consigliere delegato del consiglio di amministrazione della cantina di Canneto, a Claudio Rampini, 65 anni, residente a Santa Maria della Versa, finito nell'inchiesta in qualità di mediatore di vini e a Carla Colombi, 67 anni, di Montescano, responsabile amministrativa e componente del vecchio consiglio di amministrazione. Erano già stati indagati anche gli enologi Aldo Venco e Massimo Caprioli, oltre al socio conferitore Cesare Forlino. A questi ora si aggiungono i nomi di altri conferitori di uve: Stefania Copelli (Santa Maria della Versa), Mariano Testori (Santa Maria della Versa), Filippo Scarabelli (Stradella), Agostino Gazzola (Montescano), Sergio Ceccherini (Pavia), Giancarlo Baruffi (Santa Maria della Versa), Diego Crivelli (Borgo Priolo), Adriano Nonna (Borgoratto Mormorolo), Angelo Villani (Montalto Pavese), Lino Maini (Santa Maria della Versa), Vincenzina Sclavi (Canneto Pavese), Tonino Bolognesi (Milano), Andrea Bernini (Broni), Augusto Milanesi (Oliva Gessi), Laura Calatroni (Milano), Gabriele Beccacci (Montalto Pavese), Luigi Belcredi (Montalto Pavese), Amedeo Gasio (Santa Maria della Versa), Marina Semini (Bagnaria), Onorio Fabris (Stradella), Mario Cordini (Golferenzo), Dino Alberto Scarabelli (Montecalvo Versiggia), Andrea Pradelli (Lirio), Marco Duca (Montecalvo Versiggia), Pietro Aramini (Montescano), Alberto Covini (Stradella), Giuseppe Beltrami (Santa Maria della Versa), Angelo Prevedini (Stradella). il loro ruolo e l'ammanco di vinoSecondo la ricostruzione della procura, la contraffazione di vino sarebbe stata possibile attraverso un meccanismo difficile da mettere in pratica senza la complicità di diverse persone. Nella cantina gli investigatori, durante il blitz del gennaio 2020, gli investigatori trovarono hanno trovato un ammanco di vino di oltre un milione e 600mila litri: il prodotto, cioè, esisteva solo sulla carta e non nelle cisterne. Questa differenza, secondo l'accusa, aveva uno scopo preciso: aprire uno spazio di manovra per produrre vino "farlocco" e venderlo come Doc, Igt e Bio, più richiesti dal mercato. I produttori, in sostanza, rilasciavano alla cantina documenti che attestavano la consegna delle uve ma in realtà nei magazzini non entrava neppure un grappolo. --