Castelnuovo, due morti in strada poi la fuga di Codevilla in Russia

il libroQuel 15 maggio 1921 era giorno di voto anche a Castelnuovo Scrivia, come nel resto d'Italia. Verso le tre del pomeriggio arriva in paese (amministrato dai socialisti, sindaco il falegname Natale Beltrame), da Tortona, un camioncino Fiat 18 Blr. A bordo c'è un gruppo di giovani: si sono autobattezzati "I figli di nessuno", anarchici, comunisti che intendono ribattere colpo su colpo alle violenze squadristiche. Li guida uno studente tortonese, Carlo Codevilla, iscritto a Legge a Pavia. La tensione è altissima. Dalle parti di via Garibaldi, all'improvviso, scoppia una sparatoria: sul selciato restano i corpi senza vita del ferroviere Raimondo Suigo e del geometra Giuseppe Torti. Per quel duplice omicidio, Codevilla e i suoi compagni verranno condannati all'ergastolo o a lunghe pene detentive. Ma eviteranno il carcere riparando in Russia. Qui, Codevilla diventerà un agente dei servizi segreti sovietici e generale dell'Armata Rossa, fino alla misteriosa morte a New York nel 1950.Una vita avventurosa, al centro del libro «La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla», scritto per Mursia dal giornalista de "La Provincia Pavese", Roberto Lodigiani, che verrà presentato venerdì in diretta streaming sulla pagina Facebook della Biblioteca Universitaria di Pavia (ore 15): dialogheranno con l'autore Antonella Campagna, Pierangelo Lombardi, direttore dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea, e Giorgio Gatti, già direttore della Biblioteca civica di Tortona. --