Consorzio, un cda a 21 posti Spuntano i nomi dei candidati

TORRAZZA COSTESono 26 i candidati per i 21 posti del nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio che resterà in carica fino al 2024. In vista delle elezioni per il rinnovo delle cariche di fine mese, mercoledì il Cda ha approvato le proposte di candidature da sottoporre all'assemblea dei soci, tra riconferme e nuovi ingressi, soprattutto di giovani e donne. In campoSono 12 i consiglieri uscenti che hanno deciso di ripresentarsi: la presidente Gilda Fugazza, il vicepresidente Luca Bellani (Cà di Frara), il presidente della cantina Terre-La Versa, Andrea Giorgi, Marco Maggi (Maggi Francesco), che a breve lascerà la carica di presidente del Club del Buttafuoco storico, il direttore di Ersaf Massimo Ornaghi, in rappresentanza della Regione, poi Andrea Barbieri, Stefano Dacarro (La Travaglina), che è membro anche del Cda del Distretto del vino, Camillo Dal Verme (Torre Degli Alberi), Renato Guarini (Losito e Guarini), Quirico Decordi (Vinicola Decordi), Valeria Vercesi (Cantina Vercesi Nando) e Pierpaolo Vanzini (Vanzini Sas). Quattordici, invece, i nuovi candidati, tra cui sei imprenditrici del vino: Ottavia Vistarino (Conte Vistarino), Valeria Radici Odero (Tenuta Frecciarossa), Giovanna Fugazza (Castello di Luzzano), Francesca Seralvo (Tenuta Mazzolino), Emilia Maini, presidente provinciale di Copagri, Sara Zambianchi, presidente regionale dell'associazione "Città del Vino", poi Davide Scabini, Alessio Gaiaschi, enologo di La Versa, Federico Defilippi (I Gessi), Daniele Passerini (Il Molino di Rovescala), Davide Bonetti (Tenuta Elisabet), Paolo Verdi (Bruno Verdi), Mattia Nevelli (Ballabio), Antonio Achilli (Manuelina). Radici, Verdi e Achilli sono già consiglieri del Distretto. La notizia dell'allargamento a 21 membri del Cda è stata accolta positivamente dai vertici della cantina Terre-La Versa, per favorire una maggiore partecipazione del territorio. «Sono convinto che inizierà una nuova era per il territorio - commenta il presidente Giorgi - Abbiamo dimostrato con fatti concreti come la Cantina abbia lavorato per un obiettivo comune a favore dell'Oltrepo vitivinicolo, ovvero aumentare il numero dei soci all'interno del Consorzio. La nostra Cantina è il luogo ideale del confronto fra tutti i viticoltori». Giorgi guarda già oltre il rinnovo della governance e fissa due obiettivi: aumento del prezzo delle uve e della redditività delle aziende agricole, perché «sono più che mai convinto che il valore aggiunto della filiera debba essere ridistribuito anche agli agricoltori e non solo agli industriali». Secondo il presidente della cantina di Broni, poi, l'Oltrepo non dovrà essere solo espressione del Pinot nero, ma investire anche sulle altre produzioni tradizionali, come ha fatto Terre con la selezione Cotarella di La Versa: il Pinot Grigio, il Riesling e, per le uve a bacca rossa, Croatina e Barbera, sfruttando il buon momento commerciale che stanno attraversando. «In questa direzione deve andare una revisione dei disciplinari di produzione che dovranno avere la forza di valorizzare queste uve. Ritengo che questo sia l'obiettivo primario che dovrà porsi il futuro consiglio del Consorzio - conclude Giorgi - Ora è il tempo di farsi avanti per attrarre investimenti di risorse pubbliche e private, per investire nel territorio oltrepadano, una realtà che ha prospettive di crescita che altri non hanno assolutamente». --Oliviero Maggi