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m. grazia piccalugaSerre mobili, che possono trasformarsi in orti o giardini urbani, aule componibili per risolvere il problema della mancanza di spazio nelle scuole nell'era del Covid o, ancora, portinerie temporanee per agglomerati di palazzi. Tre soluzioni per dare risposte immediate all'emergenza ma anche spunti per ripensare il modo di abitare.Sono il frutto del lavoro estivo del workshop progettualepromosso dal dipartimento di Ingegneria Civile-Architettura dell'Università di Pavia (e finanziato dalla Summer School dell'ateneo) in collaborazione con Crippa Concept, azienda di Torre d'Isola specializzata nel design e nella realizzazione di mobile home per il turismo all'aria aperta. Hanno partecipato 13 team costituiti da studenti di ingegneria provenienti da diversi parti del mondo, dalla Cina all'Egitto, dalla Russia all'Italia con Pavia capofila. Idee per un mondo che cambia«Il mondo sarà inevitabilmente diverso e la situazione che stiamo vivendo può essere un acceleratore di dinamiche nuove - spiega il professor Carlo Berizzi, direttore della Summer school - Sarà sempre più necessario avere spazi flessibili vicino a casa. E dunque perché non recuperare attraverso architetture mobili i quartieri? In caso di terremoti o di emergenze sanitarie, come la pandemia che stiamo attraversando, diventa importante dare una risposta immediata». In quest'ottica si sono messi al lavoro i futuri ingegneri, e architetti con il supporto dell'azienda di Torre d'Isola. La giuria formata da docenti e ricercatori universitari, dai presidenti degli ordini professionali di architetti e ingegneri e da designer e referenti di Crippa Concept hanno decretato un vincitore e due menzioni. La lanterna magicaSi chiama "The Lantern" il progetto di Ilaria Vassallo, Alessia Cerruto, Francesca Mirabelli, studentesse dell'Università di Genova, che ha conquistato i giurati. Una "urban garden mobile" che consente l'incontro tra la vita urbana e l'esigenza di contatto con la natura come mezzo di sostentamento grazie ai prodotti della terra.Una serra con un'area per il lavaggio e la preparazione del raccolto che può essere acquistato e consumato all'interno dell'unità mobile.Ospita una coltivazione idroponica (che utilizza soluzioni acquose con sali nutritivi e illuminazione a led), caratterizzata da un minimo consumo di suolo, acqua ed energia e con una elevata produttività che permette di coltivare più di 2000 piante al mese anche in piccoli spazi. «L'agricoltura urbana è oggi considerata l'agricoltura del futuro, perché può di trasformare l'ambiente e permettere di produrre cibo con un minimo consumo di risorse» spiega Berizzi.Menzione speciale per il progetto "Pocket School" degli studenti pavesi Paolo Toto, Federico Mezzadra, Davide Tirelli, che si prefigge di trovare una soluzione alla mancanza di spazio nelle scuole italiane, tra pandemia e necessità di distanziamento. «Non è un container - chiarisce Berizzi - ma un'aula flessibile per una didattica innovativa. Non impone una lezione frontale ma riorganizza lo spazio adeguandosi alle esigenze». --