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RiocordiIl bombardamentoal ponte della GerolaHo letto che in vista dei lavori alla Gerola saranno cercati i resti del ponte sul Po bombardato nel 1944.Mio padre Edoardo era di Bastida de' Dossi, mia madre di Molino dei Torti. Il giorno del bombardamento, nel luglio del '44, dopo una prima incursione in mattinata, i miei genitori decisero di andare a vedere.Andammo, in primissimo pomeriggio, in bicicletta, io con una bicicletta da donna, e mio fratellino portato da mio padre. Mentre eravamo, con tantissime persone, sulla prima arcata venendo da Cornale e guardavamo la seconda arcata che era stata abbattuta, improvvisamente una persona urlò: "Ti là, arrivan ancura".Mi ricordo che guardammo verso Voghera e vedemmo (io vidi bene) in distanza un luccicare in cielo che avanzava: era la pattuglia aerea. Quello che avvenne sul ponte è facile immaginare. La gente fuggiva, mio padre e mia madre con mio fratellino, convinti che io fossi davanti a loro, si precipitarono fuori del ponte e usciti, visto che non mi vedevano, si convinsero che fossi diretto a Cornale.Invece io mi trovai appena fuori del ponte, sperduto, al che un signore mi disse in dialetto: "Bambino sei solo?" E appreso che non trovavo più i genitori, mi prese con sé e ci precipitammo appena fuori del ponte a destra, nella breve scarpata e lì restammo. Gli aerei accennarono a una picchiata, ma poi evidentemente, visto che vi c'era tanta gente venuta a vedere, lasciarono un brevissimo spazio di tempo e poi fecero la picchiata.Ricordo il rumore enorme degli aerei che sembrava ci arrivassero in testa, sganciavano le bombe e poi si risollevavano: mi pare di ricordare bene che le bombe fossero lunghe, appaiate ed una più in basso di altra. Quell'uomo mi teneva stretto a sé. Finita la prima picchiata, la gente che si era riparata (si fa per dire) giù dal ponte, fuggì in direzione Cornale e così feci io, mentre gli aerei continuarono a bombardare. Quando arrivai all'inizio del paese, sullo stradone, trovai i miei genitori con mio fratellino in attesa spasmodica che osservavano la gente che arrivava dal ponte.Andammo a Bastida ed al pomeriggio tardi ritornammo a Molino, dove si era sparsa la voce di chi aveva detto che ci aveva visto sul ponte mentre bombardavano!Era stata messa (dai tedeschi evidentemente) una passerella in legno o altro, non ricordo bene, tra la prima e la terza arcata e che poggiava sulla 2° arcata caduta. La seconda arcata era adagiata sul fondo del fiume. In definitiva sul ponte stemmo pochissimo tempo.Io sono nato nel 1934 e mio fratello Graziano nel 1938. Sarà per l'età, sarà perché ho il rumore degli aerei e del bombardamento nelle orecchie, e la vista degli aerei in picchiata, certo mi sono un po' commosso leggendo e sono ritornato di colpo a quei momenti.Giancarlo CurtiCasale MonferratoLandrianoTanti edificiper un solo numeroHo sottoposto all'attenzione dell'ufficio del Difensore regionale la problematica relativa ai numeri civici degli immobili di via Milano 2 dove risiedo. A partire dal 2015, la questione è stata più volte rappresentata all'amministrazione, con la quale è intercorso un copioso carteggio. Oggetto della doglianza è la mancata attribuzione della corretta numerazione civica da 2A a 2F ai 6 immobili presenti in via Milano e i conseguenti disagi che devo subire a causa di coloro che, pur dovendosi recare presso le altre unità immobiliari, suonano il mio campanello in assenza di precise indicazioni.La mancata specificazione (con lettera) del numero civico è stata determinata da dimenticanze e inesattezze negli atti di acquisto degli immobili, nei quali viene riportato unicamente il numero civico 2, e dalla mancanza di verifiche successive.Dopo sopralluogo, l'ufficio tecnico mi ha comunicato che in detta strada vi sono solo tre immobili con accessi ai quali sono stati attribuiti i numeri civici 2A, 2B e 2C. In realtà in via Milano vi sarebbero altri tre fabbricati che, come risulta dalle trascrizioni nei registri immobiliari e dalle visure catastali, si trovano ai civici 2D, 2E e 2F. Gli immobili ai civici 2E e 2F sarebbero stati erroneamente censiti dal comune in via Buonarroti 3.Il modus operandi del nuovo sindaco è lo stesso del predecessore, venendo meno alle promesse fatte. Ripudiano il parere del Difensore Civico Regionale che ha invitato alle opportune verifiche e chiarimenti, non rispettano le leggi e non leggono i rogiti.Giuseppe Della ChiesaLandrianoDialettoIl profumodel CarnevaleAs senta in tl'aria prüfumà ad sfarsö, febràr , fà nánca un pò frèd dl' invèrán agh n'hà nánca in ment.Indè cl 'è finì la nev, giàs e bramarón, l'è un cald föra stagión.Una volta, balucà, candelòt ciùcià, sghión in di fòs , barióla sciarpón, cutùrán e muflón. Mascherin , curiandùl e stèl filánt, impatacà a la nev , candila al nàs, pumin rùs e fià cürt.L' è cambià tüt, gh' è pü mia ad valùr, al temp al fà quèl cal vór lü e nüm cun al magón ricòrdám i nòstár temp spès e sùens.Katia Magrotti