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Il ricordoL'amore di Forniper la SardegnaNel mare magnum degli Istituti Italiani di Cultura non solo in Europa ma in tutti i continenti, Giorgio Forni, "giramondo" per ragioni d'arte, "navigava" perfettamente a suo agio. Di rientro da una missione all'estero, ne preparava subito una successiva. L'ho visto quasi sempre stazionare non davanti a una scrivania di qualche ufficio dell'Assessorato provinciale alla Cultura, di cui è stato collaboratore per decenni sulla base di un accordo fra la Provincia e il Castello di Sartirana Lomellina di proprietà di Forni dal 1980 (sede prima del Centro Studi della Lomellina e poi della Fondazione "Sartirana Arte"), ma davanti a un tavolino vicino a un fax: con i suoi testi rigorosamente manoscritti in bella grafia intratteneva una fitta corrispondenza con ambasciate e Istituti Italiani di Cultura nel mondo.Con questa testimonianza però io voglio ricordare i meriti di Forni nel valorizzare artisti e maestri dell'artigianato artistico della Sardegna. Nel 1996 le collezioni del MAT (Museo per le Arti Tessili) del Castello di Sartirana si arricchirono, grazie ad un deposito della Regione Sardegna, di oltre 200 pezzi di artigianato popolare tessuto manualmente negli ultimi venti anni all'interno dei corsi di addestramento professionale organizzati dal Centro Italiano Femminile in più di ventisei località dell'isola. La Fondazione "Sartirana Arte" nel mese di ottobre 1996 presentò l'intera collezione, il cui pezzo più pregiato è una coperta lavorata "a pibiones", attraverso cioè la messa a rilievo del motivo con piccole granulazioni continue, cm 236x215, datata 1879, allora stimata del valore di lire sei milioni e mezzo.Nel 2000 Giorgio Forni intercettò lo scultore sardo Pinuccio Sciola, già allora noto a livello internazionale per le sue geniali "pietre sonore". Nell' incontro con l' Assessore provinciale alla Cultura Todeschini, Sciola propose una mostra di queste pietre presso i Giardini Malaspina, adiacenti alla sede dell'Assessorato, dentro i quali però sarebbe stato impossibile far entrare i grossi massi "lavorati" dall'artista. In alternativa, nell'atrio della Sala dell'Annunciata, dal 20 aprile al 6 maggio 2001, fu allestita l'esposizione di terrecotte "Genti di bidda mia". Anche verso un altro grande artista di origine sarda Forni ebbe una particolare attenzione: nell'aprile del 2000 la mostra "Ori di Lombardia", allestita presso il Castello di Sartirana, nella sezione "gioielli d'artista" offrì la possibilità di ammirare, insieme alle "Sirene" di Salvatore Fiume e alle "Geometrie policrome" di Eugenio Carmi, anche la "Colomba della pace" (collana) e il "Cavallo" (pendente) di Aligi Sassu.Paolo Pulina. Santa GiulettaLa polemicaLe cattive abitudinidi certi pedoniVisto che a inizio mese avete pubblicato la mia lettera sui ciclisti indisciplinati, mantengo la promessa e parlo dei pedoni. E' acquisita ormai l'abitudine, da parte di pedoni dai 10 ai 90 anni, di:- attraversare col rosso, dopo avere osservato se arrivano auto che hanno il verde o proprio senza guardare;- in mancanza o anche in presenza di strisce pedonali, attraversare dove si è, senza raggiungere le strisce a 5 metri o meno di distanza. Diventa difficile per l'automobilista, il bus, il furgone commerciale... Esempio: in viale Campari, in un chilometro ci sono 7 passaggi pedonali, una rotonda e un semaforo (totale 9): se oltre a quelli che attraversano sulle strisce ci sono altri 9 che attraversano fuori strisce, siamo a 18 attraversamenti in 1 km, uno ogni 55 metri!- attraversamenti in diagonale: se una strada è larga 10 m ma io attraverso in diagonale per andare in un punto lontano 50 m, percorro in strada 51 m invece di 10, e moltiplico il pericolo di essere investito per 5!- infine: piace a tutti chiacchierare, se se ne ha il tempo, con amici e amiche, ma se il marciapiedi è largo 2-3 metri e ci si ferma in 6 più 4 cani facendo un bellissimo e largo crocchio, per il passante che invece ha fretta, occorrerebbe lasciare uno spazietto per passare anche lui...O no? Prossima puntata: finale di stagione su automobilisti e furgonisti.Mario Signorelli. Pavia