Volontari dove c'è bisogno La protezione civile lavora anche in trasferta

cava manara. Una grande famiglia. Novantotto volontari e un presidente, che del condottiero ha il piglio e anche l'aspetto fisico: Giuseppe Faè. Accanto a lui, nel direttivo, il vicepresidente Giuseppe Gatti insieme a Massimo Cavenago, Monia Bragaglia, Stefano Prassolo, Maurizio Amelotti e Paola Canazza. E' il gruppo Vo.Lo.Ge (Volontari Logistici Gestionali) della Protezione Civile, che ha la sua sede a Cava Manara ma che ha una estensione modulare con nuclei periferici in altre tre sedi: Gambolò, Casei Gerola e San Giorgio Lomellina. Laddove c'è un magazzino e sempre un mezzo pronto a partire di fronte a una chiamata urgente. Non solo. Anche due tende, una torre faro, una motosega e una moto spazzaneve. l'organizzazioneI volontari hanno l'impegno morale di essere sempre rintracciabili, per consentire di organizzare una spedizione rapida in situazione di emergenza. Con Vo.Lo.Ge. sono convenzionati dieci comuni della provincia: Vellezzo Lomellina, San Giorgio, Gambolò, Casei Gerola, Cornale, Corana, Bastida de' Dossi, Silvano Pietra , Verretto e Lungavilla. «Sono comuni che hanno aderito a un progetto di outsourcing -spiega Faè- che viene a costare loro meno rispetto alla costituzione di un gruppo comunale di Protezione Civile. Questo è bene sottolinearlo». In pratica, in caso di emergenza ma anche nella gestione delle normali attività che richiedono l'impegno di volontari della Protezione Civile, il comune convenzionato si rivolge a Vo.Lo.Ge.. Significa avere un servizio che funziona, mentre spesso i comuni -che obbligatoriamente devono avere una struttura di Protezione Civile- non hanno le forze di costituire anche una buona squadra di volontari e quindi rimane tutto solo a livello di buona teoria senza pratica, con i problemi immaginabili in caso di un'emergenza. Il fiore all'occhiello di Vo.Lo.Ge. è la sezione cinofila, costituita da sette cani di cui tre disponibili ventiquattro ore su ventiquattro per ogni giorno dell'anno. Viaggiano su un furgone dedicato al trasporto di animali. Gli interventiL'ultimo intervento richiesto è partito dal comune di Certosa di Pavia, lo scorso 13 agosto, dopo la tromba d'aria che si era abbattuta sul paese. La richiesta di aiuto ha viaggiato da Certosa alla Provincia, che ha richiesto l'aiuto di Vo.Lo.Ge. Ma le due vere calamità pavesi che hanno chiamato a raccolta in massa i volontari sono state il violento nubifragio su Pavia il 29 agosto 1988 e le esondazioni di Ticino e Po nel 2001. In mezzo tante spedizioni in Italia e non solo, dai terremoti in Friuli, Irpinia, Umbria e Abruzzo alla Missione Arcobaleno in Albania. E siccome la calamità non dà preavvisi il dovere dei volontari è di farsi trovare sempre pronti, a questo servono le frequenti esercitazioni cui si sottopongono.I fondiA differenza dei gruppi comunali di Protezione Civile, che possono contare sulla messa a bilancio di quote in loro favore, Vo.Lo.Ge. si regge finanziariamente solo con le proprie forze: introiti delle convenzioni con i comuni, quota associativa e contributi ottenuti dal noleggio delle strutture a enti o privati. Esistono anche bandi a fondo perduto della Regione, mirati però solo all'acquisto di nuove attrezzature. --Daniela Scherrer