«Incrocio pericoloso Lo diciamo da anni»

Paolo Fizzarotticastelletto. «Sono anni che diciamo che quell'incrocio è pericoloso: bisogna mettere una piccola rotatoria, un autovelox o forse dei dossi per rallentare la velocità. Qualcosa però bisogna fare. Gli incidenti, anche gravi, sono all'ordine del giorno». A parlare è un automobilista, residente nella zona, che è rimasto bloccato nel distributore Tamoil dopo che i carabinieri hanno chiuso con le fettucce la zona dell'incidente, per impedire gli accessi. «Quando esco da via Maddalena, la laterale dell'incrocio in cui si è verificato l'incidente - prosegue - non faccio in tempo a guardare da una parte, che dall'altra mi sfreccia un'auto, o una moto, a forte velocità. Questo avviene soprattutto con le moto e soprattutto il sabato e la domenica, quando appunto circolano più moto».l'autolavaggio«A bordo dell'auto coinvolta nell'incidente, una Nissan Juke - racconta Aldo Losardo, titolare della vicina stazione di servizio Tamoil - c'erano due ragazzi sudamericani che abitano a Bastida de' Dossi. Erano stati qui a lavare la macchina con il lavaggio a gettoni. Erano quindi appena partiti, a bassa velocità. Penso che dovessero svoltare in via Maddalena. Subito dopo ho sentito il rumore dell'incidente, e abbiamo dato l'allarme al 118».«In generale qui la manutenzione pubblica della strada è molto carente. Oltre al solito problema delle buche, con la bella stagione si propone anche quello dell'erba altissima a bordo strada. Nei giorni scorsi le erbacce erano così alte, più di un metro e mezzo, che abbiamo dovuto tagliarle noi: infatti chi usciva dalla nostra area di servizio non aveva la visibilità necessaria a fare la manovra».le testimo nianze«Ho riconosciuto i due motociclisti - raccontava ieri uno dei presenti - Sono una coppia che abita a Cava Manara. Per fortuna non ho assistito all'incidente. Certo che sentire il rumore dei motori che girano al massimo, nel circuito qui vicino, mentre abbiamo sotto gli occhi questa tragedia della strada, fa davvero ancora più impressione».«Andavano veloci, questo è chiaro - dice un altro - La moto è a 100 metri di distanza dai corpi. I caschi sono a più di 30 metri dai corpi: non so se li hanno persi o glieli hanno tolti. È stato terribile vedere le due squadre del 118 tentare di rianimare quella povera donna per quasi un'ora. Ma inutilmente». --