La scelta di Massimo Orgoglioso di essere un «buttafuochista»

CANNETO PAVESE. Una piccola cantina, di nome e di fatto, costruita intorno al Buttafuoco storico. E' l'idea di fondo che anima l'attività di Massimo Piovani, giovane produttore 35enne, titolare dell'azienda agricola "Piccola Cantina in Monteveneroso" nell'omonima frazione di Canneto Pavese. DALLA CITTà ALLE COLLINEMilanese di origine, proveniente da una famiglia di salumieri da due generazioni - il nonno, originario di Langhirano, paese del prosciutto di Parma, aveva aperto una salumeria a Milano, poi portata avanti dal papà Marco, scultore del legno per passione, fino al 2009 - Massimo ha avviato ufficialmente l'azienda agricola nel 2008, sfruttando la seconda casa che i Piovani avevano a Monteveneroso da più di 30 anni. «Tutto è partito da una pertica di vigneto che c'era sotto casa, perchè la mia idea era quella di dedicarmi prima alla parte agricola e poi occuparmi della cantina - racconta -. Con il tempo, poi, c'è stato l'allargamento vero e proprio dell'azienda e l'acquisto di nuovi terreni, che ora sono circa 5 ettari». VINO BANDIERANel 2014, infatti, Massimo ha acquistato una struttura vicino a casa per trasformarla in cantina e dal 2015 ha iniziato la vinificazione, puntando sul vino "bandiera" di queste colline, ovvero il Buttafuoco. Attualmente la produzione si concentra soprattutto sul Buttafuoco "Ostinato" («un nome che riflette il mio carattere, ma anche quello di questo territorio» spiega il giovane produttore) e il Buttafuoco storico "Vigna Bricco in Versira" annata 2015. OSTINATO«Voglio essere conosciuto come un "buttafuochista" perchè sono convinto che queste colline siano adatte per la produzione di vini rossi fermi importanti - aggiunge Piovani -. Ho anche aderito al Club del "Buttafuoco storico" perchè sposo in pieno la loro causa. Il Buttafuoco deve rimanere in questa parte ristretta del territorio. Anzi sarebbe importante recuperare i tanti terreni incolti e abbandonati che ci sono per riconvertirli a questa produzione». L'uva che non viene utilizzata per la vinificazione viene venduta alla Cantina sociale di Canneto Pavese, di cui Piovani è socio e consigliere, anche se ora l'azienda è intenzionata a puntare su nuove produzioni di Pinot nero in rosso e Riesling italico, sempre rigorosamente fermi. «I piccoli produttori che possono fare qualità devono far capire al consumatore che qui si può fare un certo tipo di vino di eccellenza - conclude Piovani -. Sono loro che devono cominciare a resistere, è l'unica strada percorribile». --Oliviero Maggi