Intesa tra sindaci lomellini «Servizi sociali migliori»

VIGEVANO Nasce un solo grande Piano di zona per tutti i Comuni della Lomellina, con l'obiettivo di migliorare i servizi sociali. Ieri pomeriggio nell'aula consigliare di Vigevano si è riunita l'Assemblea dei 50 sindaci di ambito distrettuale per la costituzione di un unico Piano di zona, il documento programmatico attraverso cui i Comuni del distretto, d'intesa con Ats e Asst (presente con il direttore generale Michele Brait) di Pavia, università di Pavia (Pietro Previtali), Aler (Alfonso Mercuri) e Caritas determinano le politiche sociali rivolte alla popolazione che risiede nel territorio del distretto. I COMUNI COINVOLTIIl nuovo Piano, che sarà di Vigevano e Lomellina, raggrupperà i tre esistenti. Quello di Vigevano comprendeva anche Cassolnovo, Gambolò e Gravellona Lomellina, quello di Mortara annoverava anche Albonese, Candia Lomellina, Castello D'agogna, Castelnovetto, Ceretto, Cergnago, Cilavegna, Cozzo, Langosco, Nicorvo, Olevano Di Lomellina, Palestro, Parona, Robbio, Rosasco, Sant'Angelo Lomellina, Torreberetti e Castellaro e infine Zeme. L'ambito di Garlasco gestiva Alagna, Borgo San Siro, Breme, Dorno, Ferrera Erbognone, Frascarolo, Galliavola, Gambarana, Gropello Cairoli, Lomello, Mede, Mezzana Bigli, Ottobiano, Pieve Albignola, Pieve del Cairo, San Giorgio Lomellina, Sannazzaro de' Burgondi, Sartirana Lomellina, Scaldasole, Semiana, Suardi, Tromello, Valeggio, Valle Lomellina, Velezzo, Villa Biscossi. i risparmi«Il nuovo Piano di zona programmerà per l'intero ambito distrettuale e i soldi che si risparmieranno con un solo ufficio saranno destinati alle politiche sociali, come l'assistenza ai minori e le borse lavoro - commenta Andrea Ceffa, vicesindaco e presidente del Piano di zona. - Vigevano sarà il nuovo ente capofila». La firma dell'accordo ha fatto arrivare nelle casse del Piano di zona anche 30mila euro dalla Regione, un premio che verrà destinato a una progetto comune. gli obiettivi L'accordo porterà all'omogeneità nei criteri di accesso ai servizi «che prima dipendevano dalla quantità dei Comuni di ogni piano o dalla popolazione». E poi ci sarà l'omogeneità nei criteri di valutazione della qualità delle strutture e degli interventi degli indicatori di appropriatezza e dei requisiti di accreditamento volontario. «Il progetto contro la ludopatia, per esempio, è stato proposto da tutti e tre i "vecchi" Piani di zona - dice Ceffa. - Adesso ne potremo progettare uno, più strutturato, ed avere così più risorse». L'ultima meta è l'attivazione di percorsi d'innovazione sociale, per sperimentare nuovi modelli di intervento ai bisogni emergenti. «L'obiettivo - conclude Ceffa - è quello di ricevere più soldi per i cittadini e avere un peso maggiore per concorrere a bandi anche europei».«All'inizio avevamo dei dubbi - dice Marco Facchinotti, sindaco di Mortara - tra cui quello di essere inglobati da Vigevano, poi ci siamo confrontati e abbiamo trovato l'accordo». --SELVAGGIA BOVANI