Fusioni, il tempo darà ragione a chi le sostiene

Egregio direttore,abbiamo letto con interesse sulla Provincia pavese di mercoledì 19 i servizi dedicati al tema delle fusioni tra comuni e le interviste ai sindaci sul tentativo portato avanti da Pistoja, l'ex sindaco di Nicorvo.Da tempo sosteniamo che la fusione è la strada per rimettere in moto il territorio, aumentare l'efficienza amministrativa e ridurre le spese. Si pensi che in Lombardia si contano 1.523 dei circa 8.000 Comuni italiani: ne esistono ancora con meno di 100 abitanti. Cittadini, amministratori e funzionari mostrano però resistenze.Innanzitutto: non potrà mai esserci un obbligo per i Comuni di accorparsi, come nel ventennio fascista (alcuni comuni furono fusi a forza: ad es., Bornasco e Zeccone). La Costituzione ben garantisce l'autonomia locale, quindi il Parlamento non può ridisegnare i confini comunali.Il dibattito sulle fusioni dei Comuni è iniziato negli anni '90 (ne restano tracce negli archivi provinciali dei nostri partiti), con scarso seguito. Si deve infatti passare da una consultazione referendaria, disciplinata da legge regionale. Serve una capacità di dialogo tra amministratori locali che vediamo debole.Unica azione ovunque ben accetta: la razionalizzazione della spesa grazie a Convenzioni di gestione associata. Ottime iniziative che spesso risentono del poco dialogo tra amministratori e risulta-no a macchia di leopardo, tra Comuni lontani. Ad esempio, le Convenzioni per la gestione congiunta della Polizia locale: i Comuni di Nicorvo e di Olevano di Lomellina sono convenzionati ma non confinano; il Comune di Siziano era convenzionato con il confinante Comune di Bornasco e con il separato comune di Sant'Alessio e oggi guarda i Comuni limitrofi ma fuori provincia.Altre resistenze nascono dall'identità. Ma bisogna guardare al territorio. Con la diminuzione degli addetti agricoli, con poche industrie e con lo sviluppo del terziario viviamo un lento spopolamento delle nostre microcomunità. In alcune aree, la mancanza di lavoro spinge i giovani verso i poli influenzati dal milanese, contribuendo al calo demografico. I giovani tendono a non risiedere più nel paese dei genitori: le comunità locali vengono vissute in modo differente.La fusione tra Comuni in rapido e radicale mutamento deve tornare al centro della politica. Essenziale sarà nei prossimi anni la buona gestione politica del processo di fusione: bisogna iniziare dalla condivisione dei servizi tra Comuni confinanti, mantenendo distribuiti sul territorio quelli essenziali (scuole, asili, strutture assistenziali) e migliorando i Piani di Zona. Solo così i cittadini non subiranno disagi e vedranno garantite partecipazione e rappresentanza nelle comunità fuse.La classe dirigente locale deve mostrare i numerosi vantaggi delle fusioni, per superare divisioni inutili e costose. Per questo, da mesi con i giovani di FutureDem, con il Consigliere provinciale Emanuele Corsico Piccolini e con il Consigliere regionale Villani organizziamo incontri sul tema.Il tempo darà ragione a Pistoja e agli amministratori un po' impopolari che parlano di fusioni.Marco Ariattaconsigliere comunale di Olevano di LomellinaClaudio Pasi consigliere comunale di SizianoDario Orbelli Biroliconsigliere comunale di Pieve del CairoEmanuele Corsico Piccoliniconsigliere provincialeMarco Castoldiex assessore di Castello d'AgognaGiulio TorlaschiFutureDem Pavia