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REFERENDUM Perdita di sovranità con la riforma n Si parla tanto della riforma costituzionale messa a punto dal governo Renzi ma, a causa della pessima informazione offerta dalle reti televisive, per una buona parte degli italiani non è ancora chiaro che cosa succederebbe se dovessero vincere i «sì». Il premier sta cercando di focalizzare tutta l'attenzione sul taglio dei senatori, che passerebbero dagli attuali 315 a 100, ma i veri nodi cruciali di questa riforma sono purtroppo altri: in molti, infatti, non hanno compreso che se la riforma dovesse passare, il Senato non verrà mai più eletto dai cittadini: i nuovi 100 senatori verranno scelti dai politici stessi (e non dal popolo) all'interno dei Consigli regionali secondo le indicazioni delle segreterie di partito (scelti/nominati come al Grande Fratello). I prescelti avranno l'immunità e i cittadini non avranno alcuna voce in capitolo. Non solo: con l'attuale legge elettorale (il famoso Italicum) la gran parte dei parlamentari sarà scelta dalle segreterie anzichè dal popolo e il partito vincitore al ballottaggio avrebbe uno strapotere anche nel caso in cui rappresentasse solo il 25% della popolazione. Inoltre il Presidente della Repubblica potrà essere eletto (da Camera e Senato composti da "nominati") dopo il 7mo scrutinio da una piccola parte dei Parlamentari e vedrà aumentare notevolmente il proprio potere, potendo nominare ben 5 Senatori su 95 (oggi 5 su 315) ossia 1 ogni 19 mentre oggi 1 ogni 63. Vengono aboliti o ridotti notevolmente i "corpi intermedi": abolite le Province (perchè?) e svuotate di competenze le Regioni: tutto sarà deciso in teoria dallo Stato, in pratica dalla segreteria di partito che vincerà le prossime elezioni. A ciò aggiungiamo che le firme necessarie per chiedere un referendum aumenteranno da 50.000 a 150.000 mentre i disegni di legge del governo potranno essere approvati anche solo in Commissione alla Camera, ossia da pochi. Per farla breve, se a vincere saranno i «sì» al popolo italiano verrà definitivamente tolta la sovranità, in favore di un solo partito e, grazie a parecchie norme che ci vincolerebbero all'Unione Europea, da pochi burocrati di Bruxelles. Senza contare i rischi che la mafia possa far eleggere propri affiliati al Senato e far loro ottenere l'immunità, facendo pressione su pochi consiglieri regionali. E' di fondamentale importanza il voto di ciascuno perchè, non essendoci alcun quorum, vince chi ottiene più voti. Paolo Panucci Pavia PAVIA Il diritto alla bellezza con l'Unicef n Sabato si è tenuto all' istituto Bordoni di Pavia un convegno in occasione della giornata Unicef che aveva per argomento i diritti dei minori. Le diverse scuole si sono soffermate sul "Diritto alla bellezza". Oltre al nostro istituto "Leonardo da Vinci" rappresentato dalle classi 3G e 3D, hanno aderito al progetto anche le scuole:Casorati (3E,3G), Angelini (3C,3D), Marie Curie (3B,3D). Per il nostro istituto la bellezza era rappresentata dalla musica. In questa occasione le nostre due classi (3G,3D) hanno aperto il convegno con "L'Inno d'Italia" di Mameli invitando anche gli spettatori a cantarlo insieme, per poi proseguire con "L' autunno" e "L'inverno" di Vivaldi e quindi chiudere con "L' Inno alla gioia" di Beethoven che, dal 1972, è diventato l'Inno dell'Europa unita.Al progetto hanno partecipato i nostri professori: Enrico Dragoni,Anna Graziadei e Paolo Cambieri. Gli alunni della Leonardo da Vinci che hanno partecipato sono:Anna Arioli ,Alice Baldassarre,Irene Bonati,Laura Caforio,Fatima Callejas, Daniele Chiavassa,Anthony Minier Correa, Beatrice Cuzzola,Simone Fabiani, Francesco Gallo, Mildrey Grasso, Giorgia Marcucci, Riccardo Maresca, Alessandro Modica , Edoardo Passarelli, Camilla Perotti, Filippo Pina, Giovanni Repossi, Ivan Mirco Roberto, Giacomo Ruffinazzi, Alexander Toribio con i loro strumenti: flauti dolci, flauti traverso, percussioni,violini, chitarra e con la tastiera del prof Paolo Cambieri. Anna Arioli COLATE DI CEMENTO Abbiati era il meglio per San Martino n Replico alla lettera di Franco Manidi (15 novembre) ex assessore del comune di San Martino qualche decennio fa: fu proprio l'amministrazione di cui lui era assessore a iniziare la deturpazione dei terreni per lottizzazioni, vedi le villette a schiera in zona cimitero, vedi la zona industriale, dando così il via a colate di cemento. Poi con gli anni si alternarono amministrazioni di sinistra, e anche queste continuarono nella cementificazione del territorio, vedi la nascita dei vari centri commerciali. Tutto questo non ha portato benefici ai cittadini di San Martino, tant'è vero che in via Partigiani e zone limitrofe, i residenti di quelle villette stanno ancora tribolando con i problemi alle fognature perché ogni volta che piove si allagano garage e cantine. A mio parere con l'amministrazione Abbiati le cose sono cambiate in positivo, ora i cittadini di San Martino possono usufruire delle opere e dei servizi che per più di 40 anni di amministrazione di sinistra questo non avveniva. A quanto pare però gli attuali amministratori stanno distruggendo poco per volta tutto ciò che era stato creato per i cittadini di San Martino dall'amministrazione Abbiati. Massimo Gatti ex consigliere S. Martino Siccomario