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Premesso che riteniamo doveroso recarsi alle urne per non vanificare la consultazione, accogliamo l'invito contenuto nell'«nciclica "Laudato si'" a fare scelte che tutelino il patrimonio naturale ma anche l'ambiente in cui viviamo e che vogliamo preservare per le future generazioni. Se è vero che abbiamo bisogno di gas e di petrolio e che non siamo autosufficienti rispetto alle nostre necessità, è anche vero che occorre rivalutare e incentivare la realizzazione di impianti di estrazione di biocarburanti e biocombustibili dalle risorse disponibili quali biomasse ligneo cellulosiche, fanghi di depurazione delle acque oppure combustibili derivati dai rifiuti. Considerando anche i significativi ritorni occupazionali di queste filiere produttive, crediamo che meriterebbero una maggior attenzione da parte dei responsabili dello sviluppo economico nazionale. Riteniamo infine che una significativa attenzione e affluenza al referendum, cioè il raggiungimento del quorum e ovviamente la vittoria del "Sì", potranno dare un segnale forte, contrario all'ulteriore sfruttamento dei combustibili fossili e favorevole ad una politica di maggior utilizzo di fonti energetiche alternative. Comunità del Carmine di Voghera Stiamo per arrivare alla scadenza referendaria e non possono non lasciar costernati due aspetti. Il primo è l'anomalia, tutta italica, che una scadenza elettorale assuma caratteri diversi rispetto alla sua vocazione "tipica", in questa occasione sembra tramutarsi in un voto pro o contro il Governo anziché essere mirata ad una scelta precisa , avulsa da significati politici o, meglio, partitici. Altra anomalia sta nel fatto che il capo del Governo si esprima per l'astensione, lasciando ad intendere che la massima espressione della democrazia diretta a cui i cittadini possono accedere sia inutile o, ancor più, dannosa per quel sempre più fumoso "cambiamento" del Paese di cui questo Governo è così orgoglioso. Riteniamo invece essenziali due cose a questo proposito: che i cittadini si sforzino di esprimersi nel merito delle questioni poste dal referendum; che, comunque, la gente partecipi, vada alle urne, perché la partecipazione è la linfa della democrazia. Lo sforzo di informarsi, nonostante una tv di Stato assolutamente latitante nel suo ruolo di informazione, l'impegno a recarsi ai seggi vincendo l'apatia e la rassegnazione nei confronti di una nazione che sembra sprofondare nel disfacimento più assoluto, è essenziale per tener desta la speranza e la possibilità di un'Italia migliore. Associazione Polis Pavia Il referendum è una spesa che si poteva evitare se il governo avesse ascoltato le Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto. Queste Regioni sono preoccupate per le conseguenze ambientali e per i contraccolpi sul turismo di un maggiore sfruttamento degli idrocarburi. E chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Il significato della consultazione riguarda il rapporto tra energia e territorio, il ruolo dei combustibili fossili, il futuro del referendum come strumento di democrazia. Come votare? I mezzi di informazione non fanno grande sforzo per informare. Il governo invita ad astenersi. Hanno torto quelli che pensano che il governo è il portavoce dei petrolieri? Il governo "innovatore" in questo caso è conservatore. Parlano della perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro come se fosse immediato votando "sì". Invece sarà graduale per decenni e controbilanciato dal lavoro per la produzione di energia rinnovabile. Ma poniamoci una domanda: è più semplice sfruttare l'energia solare o cercarla sotto terra? Forse un volta cercare gli idrocarburi era segno di progresso; ora invece è solo difesa degli interessi dei petrolieri, in contrasto con gli interessi generali dell'ambiente e dell'economia. Ugo Barbero San Genesio