Senza Titolo

LA STORIA Campo minato per una 90enne n Approfitto dello spazio che la Provincia Pavese ci concede per fare alcune considerazioni che fanno riflettere a fronte di fatti che ci fanno vergognare. Il 16 gennaio scorso una signora ultra 90enne riceve da parte dell'Inps una comunicazione nella quale l'Istituto previdenziale rivuole parte della sua pensione perché in base alle dichiarazioni dei redditi (Isee) degli anni 2013-14 avrebbe percepito "illegalmente" ben 8,65€ in più al mese, a fronte di una "lauta" pensione di 622€ mensili. Pertanto dovrebbe restituire il maltolto che complessivamente ammonta a 233,69€ entro e non oltre i fatidici 30 giorni. La signora vive sola in una casa lasciata dai genitori e dai fratelli ormai deceduti il cui reddito catastale è di 139€. Lascio quindi immaginare il lusso della dimora ma la Signora è comunque una proprietaria immobiliare da cui succhiare soldi e infatti paga 460€ di Imu annui per l'orto dietro casa (400 mq) considerato dal Comune di Cava Manara "area fabbricabile". Ai primi di gennaio è arrivata alla nonnina la bolletta dell'acqua (bimensile – Asm) pari 83€ per i soliti consumi "maggio novembre" (Asm ci deve spiegare perché le bollette sono tutte per il periodo maggio – novembre e come mai escano bollette così salata a fronte di nessuna lettura). Tra tasse e bollette la nonna deve ricordarsi anche di mangiare almeno due volte al giorno e con una spesa settimanale di 20€ riesce nell'impresa. Sempre in data 14 gennaio 2015 si viene a sapere dalla Provincia Pavese che ben 54 consiglieri regionali rifiutano la sforbiciata del 10% ai loro "miseri" vitalizi in quanto "diritti acquisiti" e che pertanto non pagheranno quanto viene loro richiesto. I due fatti messi a confronto fanno accrescere il senso di sperequazione e di ingiustizia presente nel nostro Paese dove cresce sempre più la sfiducia e il malcontento e per dirla con le parole del Marchese del Grillo: «Io so' io e voi non sei un c….o!» Maurizio Savio San Martino Siccomario PAVIA L'ambulatorio serale resta al buio n Caro direttore, il progetto regionale ambulatori aperti prosegue bene a Pavia presso il poliambulatorio dell'Azienda ospedaliera Pavia. L'adesione da parte dei pazienti è costante e gradita. Purtroppo prosegue al buio in quanto nessuno si è accorto che dalle 18 alle 20 nel piazzale Golgi antistante il poliambulatorio regna il buio pesto. Non esiste illuminazione! Invito il sindaco Depaoli a venire ad effettuare una visita oculistica.. se riesce ad orientarsi al buio nella ricerca dell'ingresso del poliambulatorio. Danilo Mazzacane oculista ambulatoriale A.O. Pavia BUROCRAZIA Per un'insegna mille permessi n Da tempo sentiamo parlare nel nostro Paese di semplificazioni e liberalizzazioni, soprattutto in materia edilizia, ma in realtà per i cittadini aumentano solo ostacoli e impedimenti di ogni genere tanto che siamo vittime di una burocrazia insopportabile che invade ogni ambito della nostra vita, personale e lavorativa. In discussione non sono, ovviamente, le regole, che devono esistere ed essere rispettate ma la loro cavillosa applicazione e l'atteggiamento talvolta persino arrogante che caratterizza troppo spesso il rapporto tra il cittadino e l'amministrazione pubblica. Mi occupo di progettazione edile e per la presentazione di progetti è ormai risaputo viene richiesta una quantità eccessiva di documenti spesso a discrezione del funzionario preposto e che possono cambiare in quantità e varietà anche per una pratica di trascurabile rilevanza, come nel mio caso, trattandosi di una piccola insegna pubblicitaria da installare sulla facciata di un fabbricato privo di particolare ricercatezza costruttiva, oltretutto collocato in un sobrio contesto architettonico di un Comune di periferia. Dopo i colloqui preliminari con l'Ufficio Tecnico, eseguito i necessari rilievi, compilato moduli, relazioni, estratti, fotografie, simulazioni, particolari costruttivi e voluminose tavole grafiche mi è stata richiesta ulteriore documentazione integrativa allo scopo di procedere all'istruttoria della pratica ed evitare la sospensione della stessa. Riprendo sinteticamente: indicazione dei materiali, colori e tipologia dell'insegna, indicando il sistema di posa; individuazione grafica della posa dei faretti indicati in relazione e loro tipologia fornendo eventualmente la scheda tecnica; ulteriori fotografie che evidenziano i particolari di facciata; attestazione del progettista di conformità urbanistica dell'intervento in progetto. Ricordo ancora che sto parlando di una piccola insegna luminosa atta a segnalare e pubblicizzare un negozio. Il tutto in più copie e a prescindere dal parere che dovrà poi essere reso dalla Commissione del Paesaggio a cui dovrà far seguito un'ulteriore pratica edilizia per ottenere il definitivo parere Comunale in quanto l'Autorizzazione paesaggistica non è un vero e proprio permesso per eseguire i lavori. Sappiamo tutti della grave difficoltà in cui versa il settore edile, la questione quindi è in realtà molto grave e dimostra come l'eccessiva burocrazia e regolamentazione possano soffocare le migliori energie e ostacolare la ripresa del Paese. Nel frattempo ringrazio anticipatamente chiunque, lettore o collega, mi volesse suggerire l'importo da esporre al cliente per il meritato compenso professionale.. Gianfranco Emanuelli Tornello di Mezzanino garlasco Sostegno al comitato anti Elcon n Abbiamo appreso della nascita di un comitato spontaneo di cittadini finalizzato a contrastare l'insediamento di Elcone. Siamo solidali e saremo al fianco dei cittadini di Garlasco per evitare che si concretizzi un nuovo attacco al territorio lomellino attraverso la realizzazione di un sito destinato allo smaltimento di medicinali e sostanze chimiche scadute. Riteniamo che questa ennesima, sciagurata proposta rappresenti un'ulteriore prova di come la nostra terra sia considerata da certi settori industriali un' oasi adatta per essere trasformata in pattumiera di tutto ciò che altrove sarebbe tenuto a distanza. Infatti, oltre ad alcune strutture produttive ad alto impatto inquinante, come ad esempio la Raffineria di Sannazzaro e innumerevoli altre aziende chimiche sparse per il territorio, abbiamo assistito in questi ultimi anni al moltiplicarsi di industrie legate allo smaltimento dei rifiuti ed alla produzione di fanghi destinati all'agricoltura. Probabilmente la scelta di individuare la Lomellina come un territorio idoneo per queste pratiche dipende da una " debolezza" intrinseca che ci portiamo dietro sia per ciò che riguarda un' inadeguata capacità reattiva da parte della popolazione sia per ciò che riguarda una classe di amministratori poco sensibili ai problemi dell'integrità ambientale e conseguentemente della salute dei cittadini. A riprova di ciò possiamo, al contrario, segnalare decine di esempi di altri casi, tra cui quello specifico «No Elcon» sorto a Castellanza, in cui una forte mobilitazione popolare ha consentito di bloccare l'affermarsi di situazioni potenzialmente pericolose. Associazione Futuro sostenibile in Lomellina Castello d'Agogna