Folla di ministri per la "prima" di Mattarella
ROMA Folla delle grandi occasioni per la prima uscita pubblica di Sergio Mattarella. Posti in piedi a palazzo Spada - sede storica del Consiglio di Stato - mai gremito come ieri per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il presidente della Repubblica è arrivato puntualissimo alle undici sulla Lancia presidenziale - la Panda grigia dei giorni prima dell'insediamento è stato costretto a metterla in garage per esigenze di «sicurezza» - e ha lasciato palazzo Spada meno di un'ora dopo, velocissimo, sfuggendo ai tanti giornalisti presenti. Alla cerimonia c'erano, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso e i ministri Boschi, Orlando, Alfano e Madia. «Mai vista qui tanta gente», ha commentato un dipendente spiegando che la curiosità per vedere di persona Mattarella era tanta. Poi rientro al Colle dove è arrivato il vice presidente del Csm Giovanni Legnini con il quale ha fatto un primo punto dei tanti temi aperti nell'organo di autogoverno della Magistratura. Il colloquio è servito anche a definire la «prima» di Mattarella al Csm che è stata fissata per mercoledì 11 febbraio. In quell'occasione il capo dello Stato non farà ancora un intervento di ampio respiro sui temi della Giustizia ma più probabilmente si limiterà ad un breve saluto. Da esperto giudice della Consulta probabilmente vuole metabolizzare bene i tanti nodi aperti prima di intervenire. Quindi di nuovo al lavoro sui dossier che gli illustra il segretario generale nel tentativo di impadronirsi il più velocemente possibile della macchina «quirinalizia». Qualche telefonata (ha parlato con i presidenti di Slovenia Borut Pahor e di Romania Klaus Iohannis), briefing con i vari consiglieri - che sono ancora quelli dello staff di Napolitano - e i primi contatti politici. Ha scelto di iniziare dal ministro Paolo Gentiloni confermando quanto sarà alta l'attenzione del Quirinale ai dossier europei e internazionali. Mentre inizia a prendere corpo l'agenda della prossima settimana (martedì sarà prima alla Corte dei Conti e poi a Montecitorio per la Celebrazione del «Giorno del Ricordo delle Foibe e dell'Esodo Giuliano-Dalmata), Mattarella deve inevitabilmente concentrarsi anche sulla composizione di quella che sarà la sua squadra. Una »equipe« di professionisti che dovrà accompagnarlo per i prossimi sette anni.