I lavori per il nuovo argine Piano da 5 milioni di euro
SAN CIPRIANO Anche il Comune di San Cipriano Po avrà finalmente il suo argine. A differenza di Portalbera e Arena Po, infatti, era rimasto l'unico dei paesi rivieraschi del Po a non avere opere di difesa idraulica, con conseguenti disagi in occasione delle alluvioni. Durante le forti precipitazioni del novembre scorso, ad esempio, le frazioni più basse del paese erano state sommerse e il Comune era stato costretto ad evacuare alcune abitazioni. Il progetto definitivo del nuovo argine è stato presentato nei giorni scorsi in un assemblea pubblica, alla presenza del sindaco Marco Paravella, dell'ingegner Remo Passoni di Aipo, di alcuni sindaci della zona e della cittadinanza. Durante l'incontro è stato anche comunicato l'avvio degli atti di esproprio dei terreni. «Sono state recuperate tutte le risorse necessarie e, se non sorgeranno problemi particolari, si andrà a gara entro l'estate, con la consegna dei lavori appena dopo le ferie estive – spiega il sindaco –. Il Comune ha fatto tutto quello che era stato richiesto da Aipo e ora si occuperà solo della vigilanza del rispetto della convenzione, sottoscritta con la Regione nel settembre scorso». L'argine si estenderà complessivamente per quattro chilometri, partendo dall'argine maestro di Albaredo Arnaboldi, all'altezza della chiavica Casino, costeggiando poi tutto l'abitato fino alla frazione Coste, per poi risalire e chiudersi verso Stradella. In questo modo tutto l'abitato di San Cipriano Po, comprese le frazioni, saranno coperte dall'argine e non più soggette ad esondazione delle acque. Il progetto prevede, inoltre, il posizionamento di quattro pompe idrovore per lo smaltimento delle acque del reticolo idrico minore, ovvero quelle che arrivano da monte, Stradella e Broni, transitando sul territorio del Comune; due idrovore serviranno per regolare la portata del Rio Roggiolo (Albaredo Arnaboldi) e del Rio Bedo (Broni), mentre il Rio Levata, che passa vicino alla frazione Coste, verrà interamente deviato all'esterno dell'argine. Il costo complessivo dell'opera sarà di 5 milioni di euro, finanziati per 3 milioni da Regione Lombardia e per 2 milioni da Aipo. «Speravamo in un finanziamento da parte dello Stato, per non lasciare tutta la spesa a carico di Regione ed Aipo – conclude Paravella –. Per questo ringrazio i due enti che, visto il periodo di vacche magre, hanno dovuto fare uno sforzo notevole per trovare le risorse». (o.m.)