Ufficio traffico, richiesta danni

PAVIA Ufficio traffico, si torna davanti a un giudice. Dopo che il processo penale si è estinto per l'intervento della prescrizione, il Comune di Pavia ha deciso di promuovere un processo civile per il risarcimento dei presunti danni provocati dall'ex dirigente Antonio Capone. La giunta ha affidato l'incarico a un avvocato, anche se l'entità del danno non è ancora stata calcolata. Il colpo di spugna della prescrizione era piombato sulla vicenda lo scorso mese di febbraio. L'indagine risaliva al 2006. In seguito alle segnalazioni di alcuni dipendenti, la procura della Repubblica aveva indagato il dirigente dell'ufficio traffico Antonio Capone, oltre a un funzionario e ad alcuni imprenditori. Nel capo d'imputazione si parlava di falsità ideologica, truffa, minacce e peculato, in relazione alle presunte irregolarità avvenute nella valutazione di lavori svolti proprio dall'azienda dell'imprenditore Pier Giorgio Scagnelli, la ditta Biesse, sulle strade del Comune di Pavia. In particolare, il pm contestava di avere pagato per lavori mai effettuati o di avere pagato due volte lo stesso lavoro, in relazione al rifacimento della segnaletica stradale. In primo grado, a Pavia, Antonio Capone era stato condannato a 4 anni e Scagnelli a 3 anni e 10 mesi. In appello le pene erano state ridotte: 3 anni per l'ex dirigente e 2 anni e 11 mesi per l'imprenditore. Il fascicolo era poi giunto all'attenzione della corte di Cassazione. I magistrati romani, considerato che l'episodio oggetto di contestazione più recente risaliva al 2006, non avevano potuto fare altro che applicare la prescrizione. Meccanismo che interviene quando lo Stato non riesce a raggiungere una sentenza definitiva entro i tempi previsti dal codice. A metà febbraio, quindi, il processo a carico di Capone e Scagnelli è stato dichiarato estinto. Ma il Comune - che era parte offesa - ha sempre la possibilità di chiedere un risarcimento davanti al giudice civile. Ed è esattamente quello che la giunta Depaoli ha appena deciso. (f.m.)