Tre arresti per le rapine con lo spray urticante

di Roberto Lodigiani wVOGHERA Erano specializzati in rapine ai danni di anziani con il trucco del mercurio e la tattica dello spray urticante spruzzato in faccia alle vittime prima della fuga con il malloppo. Lo stesso modus operandi utilizzato per i colpi in serie messi a segno nello scorso aprile tra Voghera e Montebello, e per altri blitz in provincia di Vercelli e nel Canavese. Dopo sette mesi di indagini, gli uomini del commissariato di polizia di Voghera e i colleghi della squadra mobile della questura di Vercelli hanno sgominato la gang di nomadi sinti dedita alle imprese criminose con base a Montalenghe, nel Canavese. In manette sono finiti Grado Diglaudi, 63 anni, il figlio Roberto, 33 e Diego Riviera, 35, identificati come i responsabili della rapina del 9 aprile in via Tortona a una coppia di pensionati vogheresi e di quella tentata lo stesso giorno a un'ottantaduenne di Montebello, che aveva reagito all'aggressione sventandola. Sarebbero complessivamente tre le rapine e sei i furti «firmati» dalla banda dello spray (tra i secondi anche quello in un'abitazione di Stradella, lo scorso 30 aprile) con un bottino complessivo di ben 232mila euro. Altre tre persone sono state denunciate per concorso nei reati, mentre in Oltrepo continua la caccia ai «basisti» che avrebbero consigliato ai banditi la scelta delle vittime: persone anziane, quindi più deboli e che custodivano in casa oggetti di valore e denaro. Le perquisizioni domiciliari hanno portato al rinvenimento di cappellini e parrucche serviti quasi certamente per l'attività criminosa. Analogo il copione dei diversi colpi. I componenti della gang si spacciavano per falsi tecnici (di Asm nel caso di Voghera e Montebello, dell'acquedotto comunale per gli assalti in Piemonte), raccontando della presenza di mercurio nell'acqua e della necessità per neutralizzarla di utilizzare materiale radioattivo che poteva rovinare oro e banconote. A questo avvertimento seguiva il consiglio di mettere preziosi e soldi in un sacchetto e di deporlo nel frigorifero, al sicuro. Uno stratagemma ovviamente. Il ricorso allo spray irritante era l'ultima mossa per intontire le vittime e impadronirsi del malloppo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA