Lavori fermi all'ex Enel sfuma la pista ciclabile

Incidente non grave sulla circonvallazione di Dorno ieri mattina. E dalla cittadinanza torna forte la richiesta di sicurezza per questo tratto stradale dove due mesi fa è morto il carrozziere Attilio Chiesa, fratello del sindaco Maria Rosa. L'incidente è avvenuto intorno alle 7,45 di ieri. A scontrarsi è stata una Fiat 600, guidata da una 72enne di Dorno residente a pochi metri dal punto dell'incidente, e un furgone Fiat Ducato che procedeva sulla circonvallazione esterna. La donna usciva da via Zinasco verso la circonvallazione, dove il traffico è regolato da un semaforo. La pensionata era illesa, ma non riusciva a scendere dall'auto perché le portiere erano bloccate. L'hanno aiutata i vigili del fuoco di Garlasco, poi la Croce Garlaschese l'ha portata per precauzione al San Matteo di Pavia. Sul posto anche la Polstrada e i vigili urbani. GARLASCO Verso il tramonto il progetto di riqualificazione dell'edificio ex Enel di via della Bozzola a Garlasco. La società immobiliare San Pietro di Milano, che negli scorsi anni aveva comprato l'imponente edificio ex Enel chiamato dai garlaschesi "cabinone", è stata contattata di recente dal Comune. Tra la società e il municipio c'era stato un accordo, di fatto mai formalizzato, con cui la società immobiliare si sarebbe impegnata a realizzare l'attesa pista ciclopedonale di collegamento tra Garlasco e la frazione Bozzola, sede dell'omonimo e frequentatissimo santuario mariano. Siamo negli ultimi anni della precedente amministrazione guidata da Renzo Spialtini. In mezzo c'è la crisi economica e dell'edilizia, un cambio al potere a Garlasco e una situazione economica che non migliora. Così la situazione non muta. Tanto che il Comune, che aveva dato la possibilità di ampliare decisamente la quantità di volumi "costruiti", negli ultimi giorni ha chiesto lumi alla società milanese. «Per ora non abbiamo riscontrato alcuna volontà di proseguire nel progetto di riqualificazione di questa struttura – spiega l'assessore all'Urbanistica Francesco Santagostino – Quindi non ci sarà nemmeno la realizzazione della pista ciclabile per la Bozzola, che era l'opera chiesta dal Comune come compensazione. Visto che i lavori non sembra che si faranno, valuteremo anche di ridurre le volumetrie edificabili in quell'area nella sistemazione che stiamo operando al Piano di governo del territorio». Ma il Pgt è un obiettivo verso cui tendere, poi servono i progetti per raggiungerlo. Nei progetti iniziali il "Cabinone" sarebbe dovuto diventare un centro con appartamenti, garage, aree commerciali e verdi. E come detto la pista ciclabile, valutata 350mila euro, sarebbe stato l'opera di compensazione per il Comune. «La pista ciclabile senza sinergia con i privati non si farà – chiude Santagostino – Il patto di stabilità ci strozza, come Comune non possiamo spendere tutti quei soldi». Sandro Barberis