Attentati alla concorrenza Carlorani va a processo
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Processo immediato, saltando la fase intermedia dell'udienza preliminare, per Fabio Carlorani, il 38enne imprenditore vogherese presunto mandante degli attentati dinamitardi alla ditta E Repair di Livorno. L'udienza è stata fissata per il 6 novembre. La difesa, affidata all'avvocato Gianfranco Ercolani e al collega toscano Vannucci, ha tempo fino a metà settembre per chiedere eventuali riti alternativi, come l'abbreviato, che garantirebbe all'imputato lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, oltre al dibattimento a porte chiuse, celebrato direttamente in camera di consiglio, senza accesso al pubblico. «Valuteremo attentamente gli atti depositati dalla procura – spiega Ercolani – e poi decideremo quale sia la strategia migliore per far emergere la verità». Verità che, dalla parte di Carlorani, consiste nella totale infondatezza delle accuse. L'imprenditore, titolare della ditta Cf Service di strada Ridondello, a Medassino, deve rispondere di tentata estorsione e incendio doloso: sarebbe lui, secondo la ricostruzione dei carabinieri e del pm Arianna Ciavattini, che ha coordinato le indagini, ad aver commissionato i due attentati alla E Repair dell'ottobre 2013 e dello scorso febbraio, azioni intimidatorie che, sempre stando alla versione degli inquirenti, puntavano a indurre l'azienda livornese a rinunciare agli appalti della multinazionale tedesca Siemens proprio a favore della concorrenza vogherese. Carlorani è stato arrestato lo scorso 29 aprile, nell'ambito dell'operazione «Obsoleto» ed è tuttora detenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano, dopo che il giudice ha bocciato anche l'ultima istanza di concessione dei domiciliari. Con lui, sono stati fermati anche Antonio Libertone, 56 anni, di Mondragone, ritenuto il pianificatore degli attentati, Giorgio Castaldo, 46, di Modena, Salvatore Castaldo, 21, Katia Sogari, 45, pure loro modenesi e Riccardo Sales, 31enne originario di Napoli ma residente a Bologna. Proprio la testimonianza resa da Sales in sede di incidente probatorio rappresenta uno dei capisaldi dell'accusa. Questi ha raccontato di aver ricevuto la somma di 80mila euro da Carlorani per eseguire le azioni dinamitarde contro la E Repair. E' stato interrogato per sei ore e durante la sua lunga deposizione, secondo i legali dell'imprenditore vogherese, sarebbero emerse crepe e contraddizioni da sfruttare anche al processo. Il titolare della Cf Service ha ammesso di conoscere Sales e di avere avuto dei rapporti di affari con lui, ma negato assolutamente di averlo pagato come compenso per il tentativo di estorsione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA