Ritratto di un gentiluomo Malaspina sotto i riflettori
Domani pomeriggio la biblioteca comunale "Giuseppe Marucchi" di Valle Lomellina organizza le visite guidate gratuite alla chiesa di San Michele di Candia e all'ex chiesetta di Santa Maria di Castello di Valle Lomellina. Il ritrovo è in agenda alle 15 a Valle Lomellina, in via papa Giovanni XXIII (area feste). Il pullman arriverà alle 15.30 a Candia, dove lo storico dell'arte Giuseppe Castelli illustrerà la chiesa di San Michele, che conserva opere di Pietro Francesco Lanino (Natività e Adorazione dei Magi) e del Moncalvo risalenti al XVI secolo. Il ritorno a Valle Lomellina è previsto per le 16.45. Invece, l'ex chiesetta di Santa Maria di Valle Lomellina, che contiene gli affreschi risalenti al Quattrocento (nella foto), sarà visitabile alle 15.30 e alle 16.30. Per informazioni e prenotazioni si possono contattare Marco Feccia (339.8220886), Enzo Bulgarelli (335.7376549) o Rosella Muraro (338.2622654). (u.d.a.) SANNAZZARO Oggi un convegno poi una mostra documentaria e due concerti nel santuario mariano della Fontana, un libro, un annullo filatelico: si apre il Mese Malaspiniano di Sannazzaro voluto da biblioteca e comune per i 300 anni dalla consacrazione dei santuario della Fontana in cui riposano le spoglie del "marchese di Sannazzaro" e i 260 anni dalla nascita dell'ultimo feudatario della Lomellina. Oggi (ore 16, biblioteca) la presentazione del percorso celebrativo con gli interventi di Susanna Zatti (direttore dei Musei Civici di Pavia le cui dotazioni sono in gran parte dovute alle donazioni di Luigi Malaspina), del conte Giuseppe Sannazzaro Natta sui ricordi della nobile famiglia nella Lomellina medioevale. Seguiranno gli interventi di Barbara Borrelli sui luoghi e i protagonisti del poemetto "Sannazaro" scritto dal poeta Giampaolo Maggi e la figura del Malaspina, grande architetto e ingegnere, a cura di Michele Cuzzoni che presenterà anche alcuni disegni inediti redatti dal Marchese. Quindi l'assessore alla cultura Graziella Invernizzi presenterà il volume "Luigi Malaspina: i luoghi, la Storia" realizzato a quattro mani dagli stessi Borrelli e Cuzzoni. A seguire un rinfresco in stile 1700 con la presenza di figuranti in costumi d'epoca. «E' doveroso - dice l'assessore Invernizzi - ricordare la figura culturale e politica di un nobile come Luigi Malaspina che molto ha vissuto a Sannazzaro nella casa di campagna. Apparteneva a una famiglia discendente da Carlo Magno, fu ciambellano dell'Imperatore del Sacro Romano Impero alla fine del secolo XVIII. Da giovane soggiornò in Francia, Inghilterra e Germania. Di ritorno in Italia, fu incaricato dall'Imperatore Giuseppe II di amministrare l'ospedale di Pavia che divenne un modello in tutta l'Italia. Fu delegato reale dell'Università. L'invasione francese lo costrinse a lasciare Pavia ma ritrovò il suo feudo dopo la sconfitta dell'esercito napoleonico nel 1814. Partecipò allora al Congresso di Vienna come rappresentante pavese per le negoziazioni. Appassionato d'arte e architettura, progettò palazzo Brambilla e visse nel palazzo di famiglia, oggi attuale prefettura. Pubblicò un catalogo della sua collezione di stampe. Alla morte, lasciò una ricca collezione di quadri e stampe, raccolta durante i suoi viaggi a Milano o in Germania, e che costituiva una delle più ricche d'Italia nella prima metà del secolo XIX che si trova oggi nella Pinacoteca Malaspina di Pavia. A Sannazzaro scelse il Castello Malaspina (oggi Balladore Riva) come palazzo di campagna e lo rinnovò con gusto neoclassico; poi riattò la storica Cascina Malaspiniana (seconda meta del ‘700), vicina al santuario della Fontana (consacrata nel 1714, tre secoli fa) e che divenne la sua cappella principesca e dove oggi è sepolto; donò nuova veste neoclassica alla chiesa di San Bernardino che era in rovina. Paolo Calvi