Colloqui al Cairo, la tregua è in bilico

Con l'inizio della nuova tregua di cinque giorni a Gaza, Benyamin Netanyahu si ritrova impegnato contemporaneamente su più fronti. Da un lato, deve portare avanti la schermaglia al Cairo per garantire che la forte pressione militare esercitata a Gaza dia al tavolo dei negoziati i frutti politici pretesi da Israele. Non meno disorientati in questi giorni i palestinesi che hanno mandato al Cairo una delegazione eterogenea guidata da un fedelissimo del presidente Abu Mazen, Azzam al-Ahmad, ma accompagnato anche da esponenti di Hamas e della Jihad islamica i quali hanno una agenda diversa dalla sua. Mentre al-Fatah ostenta grande fiducia in Abdel Fattah al-Sisi (e dal Cairo ha fatto sapere di aver registrato i progressi, in particolare per la riapertura dei valichi di Gaza), Hamas e le altre fazioni radicali vedono nel presidente egiziano l'uomo che ha ordinato la dura repressione dei Fratelli musulmani. La tregua è già vacillante, come hanno dimostrato le sirene d'allarme delle scorse ore e le notizie di qualche scambio di fuoco.