Nel borsino nomine scende Mogherini spunta Enrico Letta
YPRES La danese fa un passo indietro, l'italiano uno in avanti. In questo complicato balletto delle nomine europee i nomi che girano non sono molti, e ancora non si è trovato l'incastro perfetto. Come volevano i popolari europei si è deciso di fare un passo per volta e dunque per ora sul tavolo c'è solo la scelta del presidente della Commissione, poi, dopo questa casella, si passerà alle altre. Se ne è discusso ieri nella prima giornata del vertice europeo. La certezza che fino a ieri è stata confermata è l'indicazione al Parlamento, come i deputati stessi in maggioranza vogliono, del popolare lussemburghese Jean Claude Juncker come presidente della Commissione. Oggi dovrebbe partire la formalizzazione della candidatura ed il voto è previsto a metà luglio a Strasburgo. Contando che le cose vadano bene il 17 luglio quando i capi di Stato e di governo si incontreranno ancora per un vertice informale che dovrà definire gli altri incarichi che alle cancellerie spetta indicare: presidente del Consiglio europeo e commissari, e fra questi l' Alto rappresentante per la Politica estera. Qui la corsa è aperta. Sulla presidenza del Consiglio Ue la premier socialista danese Helle Thoring Schmidt fa un passo indietro e dice: «Non sono candidata, sono la premier della Danimarca che è un bellissimo Paese e in questo momento sono concentrata su questo lavoro». L'italiano Enrico Letta ritrova il suo nome nella lista, anche se non è stato avanzato dal governo italiano. Potrebbe farcela: è conosciuto in Europa, viene da un Paese dell'euro, è socialista e cattolico. Matteo Renzi però «ha chiesto il posto di Alto rappresentante», spiegava ieri il leader del gruppo Ppe al Parlamento Manfred Weber, e questo potrebbe voler dire che la candidata che era sulla bocca di tutti in Italia, Federica Mogherini, dovrà rinunciare. Certo per l'Italia sarebbe una posizione di enorme prestigio quella che si ipotizza per Letta, ed anche di maggior potere rispetto al responsabile della Politica estera. Che a questo punto dovrebbe essere una donna popolare e dell'Est. Un nome che circola è quello della bulgara Kristalina Georgieva, economista della Banca Mondiale, attuale commissario agli aiuti umanitari. A cascata ci sono poi altre posizioni, con gli spagnoli che chiedono gli Affari economici, i britannici il Commercio estero e i tedeschi l'Energia. (l.r.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA