Garlasco, case Aler Tempi lunghi per l'assegnazione
Garlasco non dimentica Chiara Poggi. Anche per l'anno scolastico 2013/2014 l'amministrazione comunale assegnerà le borse di studio intitolate alla 26enne uccisa il 13 agosto 2007. L'iniziativa vuole valorizzare il ricordo della personalità di Chiara. Seria, onesta e studiosa, laureata a pieni voti all'Università di Pavia e che, come tanti giovani della sua età, stava iniziando il suo percorso nel mondo del lavoro. La borsa di studio sarà assegnata a due studenti meritevoli della scuola media intenzionati a proseguire con impegno gli studi alle scuole superiori. Il riconoscimento è un modo per tenere viva la memoria di Chiara al di là delle vicende legate alla tragedia che ha colpito la famiglia Poggi e al processo che ne è seguito e che è ancora in corso. Le borse di studio associano il nome di Chiara Poggi non alle cronache del delitto, ma ad una concreta manifestazione di fiducia verso il futuro delle giovani generazioni. GARLASCO Residenze di edilizia popolare: a Garlasco tre case libere, ma «Si tratta di abitazioni di proprietà Aler che si trovano nella zona tra via Matteotti e via Turati – spiega il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Giuliana Braseschi – si tratta di case grandi che erano state assegnate a delle famiglie, che con il tempo si erano ridotte ad un solo componente ed erano quindi diventate troppo grandi per una sola persona, che, proprio perchè sola, spesso non riusciva a sostenere le spese». In tutte e tre le situazioni però le persone sono state assistite dai servizi sociali: «Una famiglia è rimasta a Garlasco in locazione privata con il nostro sostegno – spiega Braseschi - una persona è ospite in un'abitazione, mentre l'altra è temporaneamente negli alloggi dell'ex Serafini: chiaramente si cerca di non lasciare nessuno per strada». Tra i problemi evidenziati dal vicesindaco i tempi con cui l'Aler interviene sugli edifici per metterli in condizioni di ri-assegnazione. «Ci mettono un po' di tempo e non sappiamo nemmeno quanto ci vuole con esattezza – spiega l'assessore Braseschi – una volta che le case sono disponibili, poi consultiamo la graduatoria. E' chiaro però che prima che tornino disponibili devono essere messe a norma». La graduatoria di richieste per gli alloggi è pubblica ed è visibile per chi vuole conoscere la sua posizione nell'elenco: «E' chiaro che se una persona è sola dovrà aspettare che si liberi un alloggio piccolo, mentre la famiglia deve andare nella casa grande – specifica Braseschi - se la prima casa libera è per quattro persone e la prima in graduatoria è una persona sola, quest'ultima dovrà aspettare. La nostra lista conta meno di quaranta richieste e devo dire che un po' di avvicendamento c'è stato, rispetto alla prassi in vigore negli scorsi anni». Il ricambio è maggiore secondo l'amministrazione: «Qualcuno ha lasciato l'alloggio per morosità, alcuni hanno trovato casa – conclude il vicesindaco leghista - qualche anno fa finché non moriva l'inquilino la casa rimaneva nella stessa proprietà, mentre adesso se tu stai da solo in una casa con tre locali, prima o poi devi lasciarla, con il dovuto sostegno ed accompagnamento da parte nostra». Maria Pia Beltran